martedì 8 agosto 2017

La legione straniera non salva lo sport italiano

Nell'indifferenza pressoché generale del pubblico italiano, in Inghilterra si stanno svolgendo i campionati mondiali di atletica. Inevitabile la disattenzione italiana, considerando l'assenza del nostro Paese dal medagliere. Eppure la nazionale è infarcita di nuovi italiani che avrebbero dovuto garantire il salto di qualità e successi a iosa. Invece nulla. Non bastano i cognomi esotici per garantire vittorie e medaglie. Strano, perché i nomi esotici portano vittorie e medaglie alla Francia, al Belgio, all'Olanda, alla Gran Bretagna. Per non parlare dei Paesi del Golfo che si comprano i migliori atleti stranieri in circolazione e li fanno gareggiare come se fossero del Bahrein o del Qatar. Invece l'Italia è così accogliente da mettere in nazionale atleti stranieri che non vincono nulla. E manco fanno bella figura.  Eppure non è sempre andata così nell'atletica. Basti pensare ai successi di Mennea, Dario, Simeoni, Berruti, ma l'elenco sarebbe lunghissimo. Di fronte ai tempi ed alle misure degli atleti italiani di oggi, si devono rimpiangere Frinolli, Fiasconaro, Gentile, Ottoz. Non soltanto Eddy Ottoz, medaglia alle Olimpiadi, ma anche i suoi figli, ostacolisti non altrettanto grandi ma sicuramente in grado di ben figurare rispetto allo spettacolo odierno. Un disastro che non è conseguenza solo di una pessima gestione del settore, ma soprattutto della pessima gestione del Paese. Generazioni che potrebbero vincere i mondiali di smartphone, ma che soffrono troppo e invocano l'intervento del telefono azzurro di fronte alla prospettiva di una corsa o di un salto. La Buona scuola sforna ignoranti con scarsa propensione allo sport. E di fronte al fallimento si ricorre alla legione straniera che, essendo cresciuta in Italia, si è subito adattata al fancazzismo degli autoctoni. In tutto questo scenario va però riconosciuto il merito alla Rai di offrire servizi di livello elevato dai mondiali. Commenti tecnici chiari e analisi affidate a persone competenti. Pare quasi incredibile che la Rai riesca ad offrire un prodotto da medaglia

lunedì 7 agosto 2017

Sarà il governo a decidere il futuro delle tv locali

Probabilmente solo gli addetti ai lavori sanno dell'esistenza dei Corecom, i comitati regionali che si occupano di comunicazione. E, in tale veste, si occupano anche di destinare fondi pubblici alle tv private del territorio. D'ora in poi non se ne occuperanno più. La destinazione delle risorse sarà decisa direttamente dal ministero dello sviluppo economico. Dunque sarà il governo centrale a stabilire quali emittenti amiche potranno sopravvivere e quali tv nemiche dovranno marciare verso la chiusura. Altrove si chiamerebbe censura e si scatenerebbero le proteste contro una simile gestione delle risorse e della libertà di informazione. In Italia, invece, non succede nulla. In fondo è anche comprensibile. Le tv locali avrebbero dovuto rappresentare una alternativa alla disinformazione di regime e invece, nella stragrande maggioranza dei casi, sono diventate contenitori di vendite di pentole, materassi, bigiotteria. Dunque non si capisce perché le televendite dovrebbero venire finanziate con denari pubblici. Per la sopravvivenza di qualche notiziario ottenuto leggendo le agenzie ed i comunicati stampa? Per qualche intervista zerbinata al politico di turno? Certo, esistono eccezioni meritevoli, ma sono appunto eccezioni. Le inchieste vere sono merce rara. Indubbiamente anche i programmi di musica tradizionale vanno salvaguardati, ma la nascita delle tv locali era stata accompagnata da ben altre aspettative. I commenti calcistici abbondano, le analisi socioeconomiche latitano. Non bisogna disturbare i potenti. Con la speranza che i politici locali, che controllano i Corecom, siano poi riconoscenti. Ma adesso arriva la fregatura. Sarà la lontana Roma a decidere. E allora, nella migliore delle ipotesi, bisognerà valutare criteri diversi dalla comparsata del consigliere comunale o regionale. Magari si terrà conto dei lavoratori pagati regolarmente, del numero dei giornalisti assunti, dei programmi prodotti internamente. Sarà una strage, se si lavorerà con correttezza. Ma le tv sperano che tutto si risolva nella solita farsa all'italiana. Perché investire sulla qualità è un atteggiamento per pochi, e il coraggio di una informazione libera è un privilegio ancora più raro.

venerdì 4 agosto 2017

Il 35% al centro destra spaventa i media di servizio

I sondaggi che attribuiscono il 35% dei consensi ad una ipotetica alleanza del centro destra stanno spaventando i giornalisti di servizio e il sempre più smagrito esercito dei politicamente corretti. Bisogna correre ai ripari e prepararsi all'eventuale svolta. Dunque occorre rimettersi a fare gli zerbini del bollito di Arcore, una garanzia per il circo mediatico perché si ha la sicurezza che con Berlu al comando nulla cambierà. Così si concede nuovo spazio alle interviste senza contraddittorio al bollito, lo si esalta, gli si riconoscono meriti sin qui sempre negati, si evitano domande scomode. Solo lui può rassicurare direttori di quotidiani e di reti televisive, non interverrà mai sugli aspetti informativi e più o meno culturali. Ora il bollito omaggia la Merkel e critica Macron, tentando di spezzare l'asse tra Berlino e Parigi, sperando di sostituire Macron come amico privilegiato della cancelliera tedesca prossima alla riconferma. E non ha la minima importanza, per il giornalismo zerbinato, che Forza Italia nei sondaggi resti alle spalle della Lega. L'importante è far sparire dalla scena e dall'informazione di servizio ogni riferimento a Salvini o a Meloni. Il centro destra è Berlu, gli altri non esistono. D'altronde non fanno assolutamente nulla per riprendersi la scena mediatica. Hanno rinunciato a dotarsi di organi di informazione propri e hanno scelto di affidarsi al buon cuore e ad una molto eventuale correttezza della disinformazione di servizio. Non ha importanza se sia un effetto della miopia, della taccagneria, della consapevolezza di non avere persone adeguate. Il risultato è che da qui al voto Il giornalismo di servizio spingerà in ogni modo il bollito di Arcore, rivalutando persino le Brambilla di turno, o la politica scolastica di Gelmini. E saranno i media a sostenere la necessità di una nuova alleanza con Alfano e Lupi, in modo da annacquare definitivamente ogni ipotesi di cambiamento e, magari, disgustando a tale punto gli elettori da spingerli a disertare le urne, evitando il rischio di un successo del centro destra.

giovedì 3 agosto 2017

Navi da guerra in Libia nel caos mentale di Alfano

Tripoli, bel suol d'amore.. E così le navi militar italiane tornano nelle acque di quella che fu la Quarta sponda. Ma partono in una situazione di caos generale grazie alla ormai nota incapacità del ministro degli esteri, Alfano. Incapace di comprendere che la Libia è divisa in due e che non sarebbe stato male accordarsi anche con la Cirenaica di Haftar prima di partire per la Tripolitania. Tra l'altro Haftar, sino ad oggi, ha accuratamente evitato di concedere le coste della Cirenaica agli scafisti che portano gli schiavi in Italia, a differenza di quanto continua ad accadere dalla parte di Tripoli. Chissà se Alfano se n'è accorto. In compenso al prode ministro degli esteri deve essere sfuggito che l'Egitto sostiene Haftar e continuare a non avere un nostro ambasciatore al Cairo non aiuta nelle relazioni diplomatiche. Forse è un particolare che sfugge al grande statista siciliano. Probabilmente non succederà nulla, Haftar non manderà gli aerei a bombardare le navi italiane, ma di sicuro non è l'approccio più intelligente ne' il più utile per gli accordi sulla gestione delle risorse energetiche. Ma è quello che passa il triste convento del governo Gentiloni. Il vero problema, però, potrebbe nascere da un eventuale sbarco dei militari italiani a Tripoli. Bisognerà evitare che si addentrino nei quartieri edificati dagli italiani tra le due guerre mondiali. Potrebbero scoprire che i cattivissimi tripolini hanno lasciato intatti i simboli del passato regime italiano. Limitandosi a dipingere di verde i fasci che adornavano i portici. Se lo scoprono Fiano e Boldrine ci tocca dichiarare guerra alla Libia ed ordinare bombardamenti a tappeto per distruggere gli odiati simboli. Curioso che persino i Paesi colonizzati abbiano rispetto per una parte del loro passato mentre il rispetto per la storia manchi ai politici italiani

mercoledì 2 agosto 2017

Il circo tragico italiano finge di bloccare le navi ong

L'Italia mostra i muscoli ai trafficanti di schiavi e ferma una nave di una ong che non ha accettato le nuove regole. Titoli risoluti per i disinformatori di professione di giornali e tg. La realtà è un po' diversa. La nave è stata scortata in un porto italiano, gli invasori sono regolarmente sbarcati, gli uomini dell'equipaggio hanno mostrato i documenti, la nave non è stata sequestrata. Davvero una risposta durissima, quella del governo italiano. Che, duro e puro qual è, si trova ora a far marcia indietro anche su Haftar, il generale libico che controlla la Cirenaica e che non piace ad Alfano e Gentiloni. Ora, dopo l'intervento di Macron, Haftar piace un po' di più. Ed è con Alfano, con questo disastroso ministro degli esteri con un passato da disastroso ministro degli interni, che il bollito di Arcore vorrebbe fare accordi, a partire dalle elezioni siciliane. Perché, spiega il circo tragico di Berlu (circo, non cerchio), con i pochi voti di Alfano si potrebbe vincere. Già, ma per far cosa? Se Alfano continua a fare Alfano anche nel centro destra, le politiche disastrose rimangono le stesse. E allora perché mai si dovrebbe votare il centro destra invece del centro sinistra o dei 5 stelle? Come può essere accettata una alleanza con chi ha governato con il bugiardissimo e sta governando con Gentiloni? Il centro destra vorrebbe governare per poter piazzare uomini e donne del proprio circo per far le medesime politiche del circo del bugiardissimo? Se, almeno, i personaggi proposti fossero di alto livello una chance ci sarebbe. Ma se l'idea è di riproporre Alfano e Lupi, Santanche' e Zanetti, magari con un ruolo semi ufficiale per Pascale, ragioni per votare il centro destra proprio non ne esistono. Per una flat tax promessa con la certezza che non verrà introdotta? Per una diversa politica sui migranti, sapendo che Pascale e il circo tragico si commuoveranno al primo reportage strappalacrime e imporranno di spalancare le porte? Per una politica economica e sociale più attenta al popolo quando il centro destra ha esultato per l'abolizione dell'articolo 18, per i licenziamenti facili? Per le indicazioni del bollito di Arcore che sogna Draghi, Marchionne e persino Montezemolo? Quel Marchionne che, dopo il trionfo della Ferrari in Ungheria, si chiedeva chi aveva lanciato in qualche festival di Sanremo quel motivetto a lui sconosciuto che accompagnava una bandiera simile a quella messicana. Ma è questo il nuovo circo che dovrebbe governare l'Italia?

martedì 1 agosto 2017

Corona sfascia il buonismo radical chic

Mauro Corona, da non confondere con Fabrizio Corona, insegue con un'ascia dei teppisti che gli avevano sfasciato la vetrata di casa. E subito l'imbarazzo della sinistra è grande. Perché Corona, con le sue comparsate in trasmissioni televisive politicamente corrette, era diventato una icona per la gauche caviar che trova tanto pittoreschi i personaggi come il montanaro che scrive libri. Poi, in realtà, qualcuno sostiene che Corona (un furbacchione) sia pronto per una candidatura con la Lega, ma questo sarebbe solo lo sberleffo finale ad una sinistra ottusa, arrogante, spocchiosa che vive nei salotti e per i salotti. Il problema vero, per le anime belle dei renitenti alla vanga, è che la vicenda di Corona ha solo evidenziato una rabbia che è ormai generale nei confronti dell'incapacità dello Stato di tutelare i cittadini italiani. Non solo a casa di Corona. A Mombaruzzo, in Piemonte, una anziana disabile è stata violentata da una grande risorsa. E il magistrato politicamente corretto ha subito mandato a casa lo stupratore. Arresti domiciliari a poche decine di metri dalla vittima. Poi, però, i renitenti alla vanga intervengo per spiegare che la difesa spetta solo allo stato e non al cittadino, che non ci si può fare giustizia da soli perché ci sono i magistrati. Appunto. Bisogna spiegare alle vittime quale giustizia sia quella che sa solo rimettere in libertà gli aggressori, quale difesa sia quella che non interviene mai quando se ne ha bisogno. Non sappiamo cosa farcene di uno Stato che si impegna solo per multare le auto in divieto di sosta e per dar la caccia a chi ha compilato un modulo in modo sbagliato. E allora ben venga la rabbia di Corona, la sua voglia di autodifesa e di farsi giustizia da solo. In attesa che lo stato provveda ad utilizzare le forze dell'ordine per tutelare i cittadini e non solo se stesso ed i propri rappresentanti. In attesa che vengano cacciati i magistrati che non applicano la giustizia in nome del popolo italiano ma solo in nome di principi astratti di buonismo politicamente corretto.

lunedì 31 luglio 2017

Censura per nascondere lo stupro di un'anziana

Una anziana donna di quasi 80 anni è stata stuprata e derubata da una grande risorsa che stazionava abitualmente di fronte ad un supermercato pugliese. La grande risorsa di tipo boeriano era impegnata a chiedere l'elemosina per pagarci le pensioni. Forse per questo i tg nazionali, a partire dal tg5 berlusconiano, hanno evitato di dare la notizia. E buona parte dei quotidiani di servizio l'hanno ignorata o minimizzata. D'altronde lo spazio era stato poco anche per l'autista di un autobus accoltellato da una grande risorsa al Nord. Qualcuno ne aveva scritto spiegando che il povero aggressore era frustrato perché la sua domanda di asilo era stata respinta. E allora cosa doveva fare la povera risorsa, secondo i buonisti renitenti alla vanga? Mica poteva rientrare nel suo Paese, dove non ci sono guerre ne' torture. Così stava in Italia e, non facendo nulla ma pensando a come pagarci le pensioni, era senza soldi e, dunque, aveva diritto di viaggiare gratis sui mezzi pubblici. Dunque la colpa, per i renitenti alla vanga, era dell'autista che magari pretendeva pure di far pagare il biglietto al nostro ospite. D'altronde l'Italia non è sola in questa disinformazione di servizio. La Germania è anche peggio. Due grandi risorse ammazzano e feriscono un po' di persone in due diversi episodi e la polizia, prima ancora di capire cosa sia successo, chiarisce subito che non si tratta di terrorismo. Come se ai morti importasse qualcosa se gli assassini arrivati da lontano abbiano commesso i crimini in nome del loro Dio o perché ubriachi, drogati, arrabbiati, dementi. Il problema è che questi criminali sono stati lasciati liberi di arrivare e di restare a far danni. L'Italia continua con le finte espulsioni di criminali che, non a caso, continuano a delinquere con il decreto di espulsione in tasca. E non basta la censura dei politici complici di questi crimini, non basta la censura dei media, pronti a raccontare del migrante eroe che salva un bambino italiano ma immancabilmente distratti di fronte ai crimini. Perché i buonisti renitenti alla vanga accusano di razzismo chiunque provi a raccontare la verità. Così scomoda, la verità. Così rivoluzionaria. Meglio insistere con le narrazioni di comodo di Boeri o con i campi di rieducazione che piacciono a Boldrine

venerdì 28 luglio 2017

Il centro destra deve trovare nomi credibili per governare

Di fronte al disastro del Pd, il centro destra ha una opportunità storica per tornare alla guida dell'Italia. Non è detto, però, che si tratti di una grande opportunità per l'Italia. Al di là della voglia del bollito di Arcore di arrivare ad un accordo con il bugiardissimo, quello che preoccupa è l'eventuale squadra di governo oltre alla scelta di chi dovrebbe andare a ricoprire ruoli cruciali nella società civile. Se il centro destra vuole conquistare i voti, questa volta deve consegnare ai potenziali elettori la lista dei ministri e dei boiardi di Stato. Perché il disastro delle altre volte lo ricordano tutti. E allora il bollito ed i suoi alleati vogliono riproporre fini intellettuali come Moratti e Gelmini? Vogliono risuscitare Brambilla? Oppure pensano di recuperare La Russa che tanto si era impegnato a fianco di chi ha assassinato Gheddafi, con una lungimiranza politica che dimostra la grande preparazione? Tornerà in auge Tremonti? Ma quello geniale che scrive libri totalmente condivisibili o il gemello che governa in senso opposto rispetto a quello che scrive? Il bollito riaccoglierà Lupi che non perde occasione per magnificare i risultati ottenuti dai governi di Gentiloni e del bugiardissimo? Quanto alla società civile, tutti si ricordano l'incapacità di gestire la Rai. Se l'informazione deve essere quella del Tg 5, tanto vale tenersi la disinformazione al servizio del Pd. E al posto di Boeri chi andrà? I cambiamenti non sono così scontati. Il centro destra si tenne il compagno Moretti alle ferrovie, dimostrando di non avere alternative nonostante il livello non eccelso di Moretti. E sul fronte culturale cosa vorranno fare Salvini, Meloni e Berlu? Nelle Regioni continueranno con un Maroni guidato e controllato da CL? Queste sono le risposte che il centro destra dovrebbe fornire quando si presenterà agli elettori. Perché le promesse su tasse da abbattere e su miliardi di posti di lavoro non convincono più nessuno. Servono i nomi, e che siano convincenti. Se il bollito di Arcore vuole Marchionne o Draghi, otterrà i voti di qualche banchiere e di qualche grande industriale, ma con nomi di questo tipo potrà godersi la pensione in villa

giovedì 27 luglio 2017

Macron delude i giornalisti di servizio italiani

Che brutto risveglio per i giornalisti di servizio italiani. Quelli che annunciavano orgasmatici il trionfo di Macron contro l'odiata Marine Le Pen. Quelli che erano ancora più tronfi dopo il successo di Macron alle politiche. L'Europa sconfigge i populisti. Maggior integrazione europea, apertura sugli invasori (quelli che in Italia si definiscono migranti), collaborazione con l'Italia e con Bruxelles. Un secolo fa? No, solo il mese scorso. Ma ora, in due giorni, i disinformatori di professione hanno incassato due ko fenomenali. Prima Macron, fregandosene dell'Italia, organizza a Parigi un vertice sulla Libia portando al tavolo i due principali contendenti. Poi decide che va ridiscusso l'ingresso di Fincantieri in Stx France, la cantieristica transalpina. E nel frattempo aveva pure rispedito in Italia le grandi risorse che avevano superato il confine di Ventimiglia. Uno schiaffo dopo l'altro. Ma i giornalisti di servizio spiegano che Macron è buono e deve fare la faccia feroce solo per accontentare il pubblico francese, dal momento che la sua popolarità è in rapido calo. Può essere per calcolo elettorale, per una colica renale o per un litigio con l'attempata compagna, ma il risultato non cambia. Ed è un risultato pesantemente negativo per il governo italiano e per l'inetto ministro degli esteri, quell'Angelino Alfano che ad Arcore vorrebbero riabbracciare. Tanto per dimostrare che un centro destra a guida Berlu continuerebbe il fallimento in atto. Ma l'aspetto più tragico e' che gli schiaffoni di questi giorni non sono stati dati da un personaggio di primo piano alla guida di un Paese in ottima salute. La Francia è in crisi come l'Italia e Macron non ha né la statura ne' il carisma di un grande politico. Ma di fronte all'accoppiata Gentiloni-Alfano anche un nano può sentirsi un gigante. Forse qualche risultato l'Italia riuscirà ad ottenerlo, perché in un negoziato si parte chiedendo cento e ci si accorda a 50. Non va però dimenticato che la Francia tende a tutelare gli interessi dei transalpini, a prescindere dalle posizioni politiche. E lo sgarbo italiano a Bollore', per tutelare la famiglia di Berlu nella scalata a Mediaset, non è stato gradito non solo dal finanziere bretone ma neppure dal governo di Parigi. Ora l'Italia paga anche per l'inciucio tra Berlu ed il governo di centro sinistra. Il tg5 potrà anche attaccare Macron per tutelare Gentiloni e Alfano, ma all'Eliseo se ne fregano.

mercoledì 26 luglio 2017

La menzogna come strumento di governo italiano

La menzogna deve essere insita nel bagaglio culturale del Pd e dei suoi disinformatori di servizio. Prima Gentiloni spiega che sono state al rialzo le stime di crescita del Pil italiano. E sino a qui è tutto corretto. Andrebbe magari aggiunto che il Fmi prevede anche un immediato rallentamento dell'economia italiana il prossimo anno, ma a Gentiloni deve essere sfuggito. Il bello, però, arriva dopo. Quando il presidente del consiglio aggiunge che l'Italia cresce più dei propri competitori. Ed i giornalisti ripetono ossequienti il mantra. Peccato che la Germania cresca di più, così come la Francia e pure la Gran Bretagna. Mentre la crescita della Spagna è quasi il triplo di quella italiana. Non sono questi i Paesi con cui ci confrontiamo? I paragoni dobbiamo farli con i Paesi extra UE? Bene, la Russia cresce più dell'Italia, così come Cina ed India.  Ma i tg fingono di non saperlo o proprio non capiscono. L'importante è imbrogliare. Lo stesso criterio utilizzato per raccontare l'incontro promosso da Macron tra i due principali protagonisti della tragica vicenda libica, Sarraj e Haftar. Magari gli impegni presi a Parigi non verranno mantenuti sul terreno, ma nel frattempo la Francia incassa un risultato di grande prestigio, dopo essere stata la maggior responsabile del disastro. Eppure la Libia avrebbe dovuto vedere l'Italia come grande protagonista della pacificazione del Paese. Ma se un Paese affida la propria politica estera ad Alfano, come può pretendere di ottenere risultati? Il massimo è stato il ringraziamento formale rivolto da Macron a Gentiloni, più una presa in giro che altro. Ovviamente il "merci" è stato interpretato dai giornalisti di servizio come un grande riconoscimento per l'opera italiana in Libia. A Macron sarà sufficiente il ringraziamento concesso all'Italia per provare a fare affari in Libia e per rafforzare la propria posizione con Russia, Egitto ed Emirati che sostengono Haftar. All'Italia verrà riconosciuto il diritto di accogliere tutti i migranti in fuga dai porti libici. Davvero un grande successo. Ma ci saranno sempre i disinformatori a riportare le menzogne del governo.

martedì 25 luglio 2017

Basterebbe il cervello contro il pensiero unico obbligatorio

Sul finire del Settecento, Jena non arrivava a 4mila abitanti eppure era un centro culturale famoso in tutta Europa. E a 20 km di distanza sorgeva la capitale del ducato, Weimar, con meno di mille case. Piccoli centri ma grandi idee, grazie ad un sovrano intelligente che favoriva arti e scienze. Goethe, Schiller, Humboldt si confrontavano in uno spazio così limitato e tra così poche persone. Potrebbe essere questa la risposta a chi si chiede com'è possibile fronteggiare i grandi numeri e le immense dimensioni di questo potere opprimente che impone il pensiero unico obbligatorio. Una risposta basata sull'intelligenza, sulla preparazione, sullo studio e non sulla superficialità, sulla banalità, sulla ricerca della strada più semplice. Quando Mariano Allocco, un montanaro intelligente e coraggioso, propose di realizzare una Accademia delle Terre Alte per portare una preparazione di livello elevato alle popolazioni alpine, qualcuno pensò che fosse una follia o, comunque, un'idea strampalata. Ora l'Accademia decolla, legata alla qualità e non ai grandi numeri. Certo, per la montagna è più facile procedere a cementificazioni selvagge di territori incontaminati, piuttosto di favorire uno sviluppo legato a idee nuove, a creatività e coraggio. Lo stesso vale per la pianura, per le città. Le idee non sono legate al numero. Ma lo studio è più faticoso di un semplice ricorso alla banalità. Il confronto tra cervelli lascia il posto agli slogan, i progetti creativi sono sostituiti da edifici banali quando non orribili, le idee nuove devono superare la barriera del pensiero unico obbligatorio. Mancano le occasioni di incontro tra chi pensa. Il potere favorisce l'isolamento. E chi si dichiara nemico del potere, o almeno dissenziente, organizza incontri inutili e banali, per evitare che emergano energie, che si distinguano personaggi di valore. La mediocrità non permette una opposizione, non permette un vero dissenso. I cervelli pensanti esistono ancora. I dissidenti preparati non si sono estinti. Manca un sovrano come Karl August, in grado di capire e valorizzare Goethe e Schiller. I nuovi sovrani non vanno al di là di J Ax e Fedez, anche Gabbani è troppo difficile per loro.

lunedì 24 luglio 2017

Boeri a favore dell'eutanasia degli anziani

Le evidenti difficoltà del bugiardissimo spingono avanti le seconde linee della sinistra italiana. A volte anche le terze linee e così può spuntare persino Boeri che si lancia in dichiarazioni assurde sulle pensioni, in linea con le esternazioni di Boldrine e questo dovrebbe far riflettere sulle nuove alleanze che emergono a sinistra. Il problema non è solo nelle dichiarazioni farlocche di Boeri che ricorda il contributo all'INPS garantito dagli allogeni ma dimentica che gli stessi allogeni regolari sottraggono, legittimamente, 6 miliardi di euro all'anno all'economia italiana con le rimesse inviate ufficialmente in Patria. A questi miliardi regolari andrebbero aggiunti i miliardi frutto di attività in nero oltre a quelle semplicemente criminali. Ma per il futuro candidato Boeri l'emergenza è rappresentata dal miliardo di euro all'anno destinato ai pensionati italiani che, per sopravvivere decentemente, si trasferiscono all'estero, magari nella stessa Europa, dove le tasse sono meno assurde e dove è possibile godersi i frutti di una vita di lavoro. Ma è questo che preoccupa Boeri e Boldrine. Se i pensionati vivono decentemente, vivono anche più a lungo. E questo rappresenta un problema per le casse INPS. Invece i nuovi schiavi sono sottopagati e avranno pensioni che non garantiranno una vecchiaia decorosa. Dunque creperanno in fretta. Boeri, nella sua fastidiosa faziosità, dimentica anche che le pensioni saranno pagate anche ai parenti degli allogeni trasformati in cittadini italiani, pur senza aver mai versato alcunché nelle casse italiane. Miracolo dei ricongiungimenti. Se invece l'allogeno decide di tornarsene a casa, i versamenti gli vengono restituiti, dunque le casse INPS si svuotano. Particolare irrilevante per chi aspira a ben di più di una posizione al vertice INPS. Però sarebbe il caso che gli italiani, quelli indigeni, conoscessero questi particolari irrilevanti prima di andare a votare. Boeri è il simbolo dei sostenitori di una eutanasia generalizzata per eliminare chiunque non sia più produttivo e, dunque, utile agli sfruttatori mondiali. Al lavoro sino a 70 anni e poi pensioni da fame per una morte rapida. La nuova sinistra che avanza

venerdì 21 luglio 2017

La censura è indispensabile per evitare il dissenso

La censura imposta da Fiano e compagni su ogni pensiero riconducibile al fascismo non è una operazione fine a se stessa. Ma rientra nell'ambito generale nel l'eliminazione di ogni forma di dissenso che rischi di trasformarsi in rifiuto della società imposta e del pensiero unico obbligatorio (Puo). Per questo si utilizzano i chierici della disinformazione di regime, giornalisti e pseudo intellettuali al servizio del nuovo regime planetario. Si impoveriscono le lingue locali e nazionali, accusate di passatismo, e si predica l'utilizzo dell'inglese di base come unica forma di comunicazione. La lingua è espressione di un pensiero e impoverire la lingua, o cancellarla del tutto, significa cancellare ogni radice, ogni eventuale pensiero eterodosso. Ma i chierici della disinformazione vanno oltre. Modificano il linguaggio per trasformare la percezione della realtà. Gli allogeni invasori diventano prima migranti e poi profughi. Gli zingari si trasformano in nomadi anche se sono stanziali da generazioni. I bombardamenti contro le popolazioni civili sono operazioni di pace. Vietato contraddire queste definizioni se si vuole evitare l'accusa di fascismo, di populismo, di complottismo.  Il Puo riesce inoltre a contare sul sostegno dei potenziali dissidenti che vengono utilizzati gli uni contro gli altri. Vuoi difendere la tua lingua e le tue radici? Puoi farlo, momentaneamente, se accetti di schierarti contro chi si batte per evitare l'invasione. Tu sostieni l'accoglienza senza limiti e il potere ti lascia cantare canzoni nella tua lingua. E appena saranno sconfitti i sovranisti, tu dovrai rinunciare alla tua lingua per non infastidire i profughi che avranno occupato il tuo paese. Un passo per volta, per bollirti senza che tu te ne accorga. In nome del buonismo, della lotta al nazifascismo e al duca di Mantova, della difesa contro i Visigoti e gli Unni, della guerra contro i Vichinghi ed i Saraceni. No, contro i Saraceni no, meglio accoglierli. Esiste ancora una opposizione contro il Puo? Esiste a livello individuale e di piccoli gruppi. Non a livello politico. La sinistra è organica e si reinventa l'Anpi per combattere ogni dissenso. E la destra è complice perché interessata solo alle poltrone. Si allea con il bollito di Arcore e con i suoi transfughi senza neppure trattare su spazi televisivi, radiofonici e sulla carta stampata. Meglio trattare sulle poltrone e sugli strapuntini. Per poi continuare a seguire le indicazioni del Puo. Evitando ogni forma di informazione e comunicazione che possa infastidire il sistema. Così dopo aver protestato per i danni provocati da Zanetti e dai suoi sodali montiani, il centro destra si ritroverà ad applaudire lo stesso Zanetti folgorato sulla strada di Arcore. Fianco a fianco con Lupi che continua a magnificare i risultati ottenuti dal governo del bugiardissimo e da Gentiloni, pur essendo pronto a farsi votare dal centro destra al prossimo giro.

giovedì 20 luglio 2017

I populisti crescono ancora e spaventano Fiano

Il povero Fiano, diventato famoso grazie alla sua furia iconoclasta, non è il solo alle prese con il terrore per ogni forma di dissenso. Uno studio europeo rileva che i populisti sono ormai la terza forza politica del Vecchio Continente e continuano a crescere nonostante le sconfitte in Francia e Olanda. Come tutti gli studi di questo tipo, l'approssimazione e' totale e la confusione pure. Nel calderone populista finiscono movimenti che si collocano a destra, a sinistra o non si sa dove. E su questo giocano i Fiano di turno, utilizzando giornali e tv di servizio per criminalizzare il dissenso e organizzando la protesta dei contestatori di comodo contro chi ha realmente un pensiero non conforme. Tuttavia non basta, il disgusto generale cresce. Le continue discriminazioni nei confronti delle popolazioni locali e a favore dei nuovi schiavi creano tensioni. Una grande risorsa accoltella un poliziotto e viene immediatamente rimessa in libertà; una addetta al controllore dei biglietti su un treno della Sardegna viene aggredita da un gruppo di grandi risorse e nessuno interviene; un altro controllore subisce la stessa sorte in Lombardia e il risultato è lo stesso; a Torino una trentina di spacciatori, tutti grandi risorse impegnate a pagarci la pensione, vengono bloccati dai carabinieri e il giorno dopo il lavoro di spaccio riprende regolarmente. È il mercato, bellezza. Sarà il mercato, sarà che ce lo chiede l'Europa, ma il disgusto dei sudditi vessati cresce. L'Italia ha il record europeo di giovani che non studiano e non lavorano, ma i percorsi di inserimento si organizzano per i nuovi arrivati. Aumenta il numero di italiani che non possono permettersi le vacanze, ma gli alberghi sono occupati dalle grandi opportunità mantenute dagli italiani compresi quelli che un hotel se lo sognano. Non va bene. Eppure il Pd e la sinistra alla Pisapia insistono a penalizzare gli italiani più deboli. Giocando sulle scelte assurde di un centro destra che, grazie al bollito di Arcore, è ora pronto ad imbarcare persino l'imbarazzante Zanetti, ex Sciolta Civica. Uno che gareggia con Alfano per la palma del peggiore e del più odiato. Ma ad Arcore sono pronti ad accogliere anche lui. E poi magari anche Portas. Per dimostrare che il tutto, in questo caso, e' inferiore alla somma delle parti.

mercoledì 19 luglio 2017

Il bollito di Arcore ora scommette su Tosi

Il bollito di Arcore è scatenato. E dopo aver spalancato le braccia per riaccogliere il ministro Costa, pronto a dimettersi in autunno dopo aver fatto parte dell'attuale governo in quota Alfano, il sultano di tutti i Dudu del mondo ha finalmente trovato il candidato perfetto. Non Draghi o Marchionne, lanciati e poi dimenticati, ma addirittura Tosi. Sì, l'ex sindaco di Verona, ex leghista, ex alleato di Parisi, attuale sostenitore di Gentiloni e del bugiardissimo. La squallida ammucchiata del bollito prende forma in vista delle elezioni politiche. Non un'idea, ma una squadra Arlecchino, con riciclati e scarti di partiti e movimenti vari. L'ideale per convincere gli elettori, per motivare gli astensionisti. Chi non sarebbe entusiasta di farsi governare da una banderuola come Tosi? Uno che ha piazzato la propria fidanzata come candidato sindaco di Verona e ne è uscito sconfitto? Uno che è passato dal sostegno di Cpi a quello del Pd? In realtà un personaggio di questa coerenza è perfetto per il bollito di Arcore. Ma Berlu non si ferma e cerca di creare problemi in casa Lega, facendo trapelare l'idea di una candidatura di Maroni come futuro presidente del consiglio. D'altronde Maroni è abituato a convivere con i centristi e soprattutto con Comunione e Liberazione e con la Compagnia delle Opere. Gli affari sono affari e la politica si adegua. Quello che è meno chiaro è il perché gli italiani dovrebbero votare per questa gente. Credibilità zero. Davvero qualcuno vorrebbe ritrovarsi la Brambilla come ministro? Con Dudu sottosegretario e Pascale a guidare le danze? O qualcuno rivorrebbe la Gelmini a guidare le politiche scolastiche con il suo tunnel tra Svizzera e Gran Sasso? Certo, l'ignoranza del ministro Fedeli non teme confronti, ma non è possibile doversi limitare a scegliere il meno peggio. Tra l'altro il bollito di Arcore dimostra un totale disprezzo nei confronti dei potenziali alleati, e non si tratta certo di un grande segnale. Ma è anche vero che i potenziali alleati non brillano per capacità. È possibile affidare il governo dell'Italia a chi non è neppure in grado di risolvere i problemi della propria fondazione politica che controlla le risorse economiche? Ma non bisogna disperare. Nella peggiore delle ipotesi il bollito di Arcore lancerà la candidatura di Luca Cordero di Montezemolo, lui sì che è un uomo vincente. Basta chiedere in Alitalia, in Frau, in Cinzano o all'organizzazione di Italia 90

martedì 18 luglio 2017

Il Rinascimento Italiano non passa da Alfano

L'improponibile Alfano si ripropone al centro destra. Nonostante i disastri combinati prima come ministro degli Interni e poi agli Esteri, il pessimo Alfano è pronto a farsi riabbracciare dal bollito di Arcore. Non importa che gli altri partiti del centro destra siano contro lo Ius Soli e Alfano sia favorevole. Non importa che gli altri siano quelli che hanno bocciato il referendum di dicembre e Alfano fosse uno strenuo difensore della portata voluta dal bugiardissimo. Il bollito di Arcore è pronto a riaccogliere tutti pur di superare i voti della Lega. Non importano i programmi, la coerenza, la sintonia con gli italiani. Conta solo l'ammucchiata per battere Salvini. Con il rischio di rovinare il momento favorevole, dovuto esclusivamente al fallimento del centro sinistra e non al fascino del centro destra. Quale differenza dovrebbero notare i cittadini tra un governo del bugiardissimo o di Gentiloni con un ministero affidato ad Alfano ed un governo di centro destra con un ministero affidato sempre ad Alfano? Ma per Berlu non ci sono cittadini, solo sudditi, proprio come per il bugiardissimo o per Gentiloni. D'altronde l'attuale presidente del consiglio ha dovuto far marcia indietro sullo Ius Soli ma ribadendo che se ne riparlerà in autunno. Perché gli italiani sono contrari e vanno rieducati dal governo degli oligarchi del centro sinistra. Ma invece di approfittare della situazione, il centro destra del bollito di Arcore punta a replicare il fallimento del Pd. Anche se i movimenti nell'area sono frenetici. A giorni dovrebbe diventare ufficiale l'accordo tra Sgarbi e Tremonti per il nuovo partito Rinascimento Italiano. Pronto ad alleanze con Fitto ed altri movimenti di piccole dimensioni. Personaggio carismatico Sgarbi, personaggio di grande competenza Tremonti. Ma il nodo delle alleanze resta cruciale. Quale Rinascimento può avere l'Italia con ministri come Alfano? O con una classe dirigente che, sul fronte della cultura e dell'istruzione , ha puntato su un ministro come Gelmini? Il bollito di Arcore insiste con Brambilla? È vero che il centro sinistra ha messo in campo Fedeli e Maria Elena Etruria, Poletti e Madia, ma se le alternative sono quelle indicate dal bollito di Arcore sarà difficile spingere al voto chi sta disertando da tempo le urne.

giovedì 13 luglio 2017

Distruggere l'Eur per nascondere il fallimento sui migranti

Di successo in successo la politica internazionale del governo Gentiloni, almeno a sentire le fantasiose ricostruzioni di politica estera del Tg5 o delle reti Rai. Sarà per questo che tutta l'Europa, con il francese Macron in testa, ha spennacchiato Gentiloni e la vergognosa politica italiana sui migranti. L'Europa, legittimamente e intelligentemente, pretende i rimpatri di chi non ha diritto a restare, cioè più dell'80% di chi arriva, secondo Macron. Ma l'Italia delle coop non rimpatria nessuno e pretende che gli altri Paesi si facciano carico di questo delirio falsamente umanitario e realmente legato a sfruttamento e speculazione. Così, per nascondere il fallimento in politica estera, interviene Fiano con la sua legge per eliminare la libertà di pensiero. E a lui si aggiunge l'amica degli invasori, quella Boldrine che sogna di abbattere tutti i simboli del fascismo. Cominciamo con il Foro Italico e proseguiamo: Eur, città di fondazione, ponti, strade, ferrovie. Com'è possibile che l'Italia democratica e antifassssista possa tollerare le belle e comode case popolari costruite nel triste Ventennio? Quando la repubblica democratica e antifasssista ha realizzato orrende costruzioni dove stipare chi ha bisogno di un alloggio popolare? Si tratta di un chiaro esempio di propaganda antidemocratica. Dunque abbattiamo i palazzi del tempo ed evitiamo imbarazzanti confronti. Ma, soprattutto, evitiamo di affrontare i temi del lavoro, delle migrazioni, della povertà, del crollo culturale. Armi di distrazione di massa contro ogni possibilità di analisi della realtà. Tra l'altro il rifiuto europeo di accettare la follia italiana sui migranti è la migliore pubblicità per l'Unione. Perché dimostra che i fallimenti nostrani non sono sempre imputabili a Bruxelles ma sono frutto della scemenza nostrana. E dimostra anche una cosa che, in fondo, tutti sapevamo perfettamente: la totale incapacità di Alfano che, benché nessuno se lo ricordi, è ancora il ministro degli Esteri

lunedì 10 luglio 2017

Il bugiardissimo scopre gli "aiuti a casa loro". A vantaggio di chi?

Il bugiardissimo scopre che i migranti è meglio aiutarli a casa loro. Una ricetta di semplice buon senso e non si capisce perché il buon senso sia mancato sino ad ora al bugiardissimo ed ai suoi compagnucci della parrocchietta. Certo, la folgorazione sulla via di Damasco è sempre possibile, almeno una volta ogni duemila anni. Ma il dubbio è legittimo, quando si tratta del bugiardissimo. Lui e i suoi sodali hanno sostenuto sino a ieri tutte le coop di ogni colore che hanno lucrato sui migranti, che hanno cooperato con le ong che flirtavano con gli scafisti. Un affare migliore rispetto allo spaccio di droga, ma il bugiardissimo ed i suoi sodali non se n'erano accorti. E allora sorge il dubbio che le varie coop stiano per azzannare la nuova ricca torta degli aiuti ai Paesi da cui partono i migranti. Gli italiani si sono stufati di pagare le tasse per vedere le nuove opportunità favorite sul lavoro, nelle liste per le scuole materne o per ottenere un alloggio. E allora meglio tassare gli italiani per favorire le coop che andranno ad aiutare lontano dall'Italia. Così i controlli saranno minori, la rabbia si ridurrà e gli affari no. Allora bisognerà ricordare agli italiani quanto costa davvero aiutare chi non vuole lasciare il proprio Paese e vuole lavorare onestamente. Con 40 dollari a testa è una volta sola, l'onlus  Artaban ha regalato a un centinaio di donne dell'Ecuador i macchinari per produrre articoli tessili e mantenere le rispettive famiglie. Non 40 euro al giorno, 40 e basta. Una iniziativa che funziona. E allora non bisognerà credere a chi racconterà che servono montagne di denaro italiano per offrire una prospettiva alternativa alle migrazioni. Servono idee ed onestà. E non si sa quale di queste doti sia più carente tra chi ha scoperto il nuovo business.

giovedì 6 luglio 2017

Anche l'Italia ha il suo Bobby Sands. Morto per fame in carcere

Il nome di Doddore Meloni dirà poco alla maggior parte degli italiani. Eppure è una sorta di Bobby Sands italiano, anzi sardo. Un indipendentista che non voleva la libertà per l'Irlanda del Nord ma per la sua isola, per la sua piccola patria. Doddore, in galera, ha scelto di seguire la strada di Sands e ha iniziato uno sciopero della fame che lo ha portato alla morte. Nella totale indifferenza dei media italiani. Nessuno ha seguito il suo calvario, a differenza di quanto era avvenuto per il patriota Nord irlandese. Nessuno si è preoccupato per le sue condizioni di salute. Una sorta di censura di una notizia scomoda. E non ha alcuna importanza se si è d'accordo o meno con le posizioni di Doddore Meloni. Non ha neppure importanza che la sua fosse una battaglia senza seguito reale. Era la lotta, disarmata, di un uomo contro uno Stato che non fa nulla per la sua terra. Uno Stato che lo aveva spedito in carcere, nonostante l'età avanzata, per motivi fiscali. Uno Stato vendicativo che non difende i sudditi dal l'invasione e dalle violenze degli invasori, ma che non tollera il benché minimo grido di libertà. Uno Stato che prevede interventi per il sostegno ed il reinserimento dei detenuti che hanno assassinato qualcuno, ma che si accanisce contro un anziano che sognava la libertà per la sua terra. Ma se lo Stato, in fondo, si difende con questi atteggiamenti e questi soprusi, ancora più squallido ed inaccettabile è il comportamento dei media. Sempre pronti a raccontare le nuove storie d'amore e di corna di qualche stellina in disarmo, sempre attenti al menù proposto alle grandi risorse ospitate negli hotel pluristellati della Sardegna. Ma così distratti di fronte allo sciopero della fame ed alla morte di un uomo che lottava per la libertà

mercoledì 5 luglio 2017

Boeri, così bugiardo da poter governare

Boeri scende in campo per un posto da presidente del consiglio. Dopo le menzogne del bugiardissimo e di Gentiloni è il presidente dell'Inps a lanciarsi nella gara a chi mente di più. Ma le bugie di Boeri sono ancora più gravi perché non si limitano ad abbellire una realtà che bella non è. Boeri punta a favorire l'invasione italiana, spingendo il Paese verso il baratro. Il presidente dell'Inps non si accorge dell'esercito di migranti che chiedono l'elemosina di fronte a supermercati, chiese, negozi. Non vede gli spacciatori che colonizzano interi quartieri. Non vede i lavoratori in nero. Macché, lui si accorge solo di quelli che lavorano con un contratto regolare. E che, per il 70%, hanno un contratto da operaio con salari da fame che non bastano a pagare le pensioni attuali e tantomeno a garantirle a chi sta lavorando. E non considera i costi per sanità, scuola, giustizia, case, ordine pubblico. Dimentica, Boeri, che il lavoro evolve verso la robotizzazione e l'industria 4.0. Ciò significa che ci sarà sempre meno bisogno di operai. Dunque le nuove risorse dovranno essere mantenute in quanto disoccupate. E dimentica, Boeri, che aver favorito la crescita irresponsabile dell'esercito industriale di riserva (come spiegava Marx) ha determinato un abbassamento dei salari e la cancellazione dei diritti. Provocando una disoccupazione record di italiani, con quasi il 40% di disoccupazione giovanile. Chi paga i costi di questa mancanza di lavoro? Boeri se ne frega. D'altronde lui è quello che aveva messo in guardia contro pensioni eccessivamente generose. Non le pensioni d'oro, ma quelle che non arrivano ai 2mila euro ma che consentono di vivere decentemente. E Boeri aveva spiegato che chi vive decentemente muore più tardi. Con gravi ripercussioni sui conti Inps. Disgustoso. Talmente disgustoso che il centro destra, qualora vincesse, potrebbe subito riconfermarlo. Così come era successo con Moretti al vertice delle ferrovie. E come vorrebbe fare il bollito di Arcore con Alfano. Il disastroso Alfano, l'inetto Alfano che ora sta spaventando l'Austria che osa difendere i propri confini. Tutti al Piave, a difendere i confini dall'invasione straniera. Ma questa volta tutti schierati sull'altro sponda del fiume sacro. Gli invasori non arrivano dalle Alpi