martedì 30 dicembre 2014

Tsipras e' solo un'illusione

Il de profundis sulle illusioni di chi sogna una Grecia rivoluzionaria sotto la guida di Tsipras e Syriza,  l'ha pronunciato Juncker quando ha tranquillizzato i mercati assicurando che la Grecia rispetterà patti ed euro. Perché l'unico vero nemico di questa Europa, per Juncker, e' il partito di Alba Dorata. Dunque l'Europa degli sfruttatori e degli speculatori potrà dormire sonni tranquilli anche con un governo affidato a Tsipras. Che farà un po' di inevitabile scena, ma senza incidere realmente nel cancro delle politiche affamatrici decise a Bruxelles e Francoforte. Anche perché, aggiungono gli euro burocrati, Syriza dovrà trovare alleati per governare, dovrà annacquare le promesse, dovrà scendere a patti e compromessi. Non a caso gli uomini dell'euro speculazione sono già arrivati ad Atene, per trattare, per sopire, per indicare la strada alla sinistra che verrà. D'altronde non possono fare altrimenti. Se permettessero a Tsipras di mantenere le promesse fatte al popolo greco, immediatamente la ribellione contro l'austerità si allargherebbe a Madrid. E, magari, persino all'addormentata Italia. Salterebbe tutto, bisognerebbe ridisegnare un'Europa dei popoli al posto di quella degli speculatori e dei burocrati. Troppo rischioso. Per questo e' stata stroncata Alba Dorata, non disponibile a farsi indicare la strada da Draghi e Juncker. Meglio puntare su Syriza, su una sinistra fintamente rivoluzionaria ma realmente addomesticata. Poi si potrà anche concedere qualcosa ad Atene, persino su una simbolica riduzione del debito. Ma giusto per far scena, evitando di scatenare gli spagnoli o di disturbare il sonno profondo degli italiani. Che, tra una pennichella ed una profonda russata sono ancora alle prese con il fondamentale dilemma: Pippo Civati uscirà dal Pd e formerà un nuovo partito? Entrerà in Sel? Sarà il Tsipras italiano? Appunto, buonanotte

lunedì 29 dicembre 2014

Basta con le banalità natalizie

I luoghi comuni e le banalità sono ormai una costante del declinante giornalismo italiano. E sotto le feste natalizie si assiste al peggio del peggio. Una giovane carogna ammazza a Torino un'anziana per rubarle 15 euro? Ovvio che non possa mancare la giornalista pronta ad assicurare che l'assassino "e' dispiaciuto". Probabilmente dispiaciuto di essere stato arrestato. Non una parola sull'aggressione che, se non fosse finita con la morte dell'anziana donna, sarebbe stata normale, accettabile come tutti i reati commessi da chi proviene dai campi Rom. I No Tav bruciano i cavi dei binari per l'alta velocità?  Sono terroristi che mettono a repentaglio la vita di passeggeri che possono anche essere malati in attesa di trapianto (testuale). I Rom rubano i cavi ed i treni si fermano? Beh, e' diverso, bisogna capire, e' una cultura differente. Ma le banalità si sprecano anche sui clochard, sui barboni. "Tutti devono aiutarli, perché spesso sono persone che hanno perso il lavoro o che sono finite in mezzo ad una strada in conseguenza di una separazione o di un divorzio". Tutto vero, ma allora perché deve essere la carità privata a farsi carico delle puttanate pubbliche? Hanno perso il lavoro? Ma i giornalisti al servizio del burattino (e prima agli ordini della Fornero) non avevano tranquillizzato tutti sulla nuova efficienza delle strutture per il ricollocamento? Per il reimpiego?  Mica ci avranno ingannati? Ed i poveri in conseguenza di separazioni e divorzi, non saranno le vittime di leggi ingiuste e di magistrati altrettanto ingiusti che considerano un crimine (con un solo colpevole) la fine di un matrimonio? Chi ruba resta a casa, chi si separa perde la casa e finisce in mezzo ad una strada. Ma ci sono i buoni sentimenti dei privati che, a Natale, regalano un panettone ai padri separati che, negli altri 364 giorni, possono crepare di fame e di freddo, per la gioia dei servi di questa giustizia italiana a senso unico

martedì 23 dicembre 2014

La fantasia degli opposti estremismi

La fantasia al potere? Magari! Il potere, in Italia, e' totalmente privo di fantasia. Così, di fronte alla sacrosanta rabbia montante di un popolo sempre più povero e senza speranze, il potere non trova nulla di più fantasioso del solito ricorso agli opposti estremismi. D'altronde i giovani e gli adulti di oggi non hanno attraversato gli Anni 70, dunque si può riproporre il medesimo giochino spacciandolo per nuovo. Si prende un gruppetto di rivoluzionari da tastiera, si intercettano telefonate deliranti per più di un anno (tanto paghiamo noi) e poi, con un blitz, se ne arrestano 14 prima che marciassero su Roma guidati da un signore di 93 anni, che cammina con le stampelle. Pericolosissimi, certo. Perché, in 14, erano pronti a sovvertire l'Italia. Con attentati al presidente della Repubblica, a ministri, a Equitalia. Boom! Per contraltare non mancano gli attentati rossi ai treni, per provocare ritardi. Oddio, per i ritardi delle Ferrovie bastavano gli attuali dirigenti, ma la rivoluzione non conosce i pendolari. Persino nella scelta delle sigle la fantasia non abbonda. Per i "neri" e' stata ideata una "Avanguardia ordinovista". Nientepopodimeno.. Mancava solo un riferimento a Europa Civiltà o a Jeune Europe e c'erano tutti. Ma c'era anche un documento con una nuova costituzione. Oddio, sarebbe bastato riprendere la Carta del Carnaro, renderla più attuale eliminando i termini difficili ed utilizzano solo le 400 parole che capiscono gli italiani, e si faceva bella figura. L'importante è dare l'idea del pericolo mortale per la nazione. La necessità di affidarsi al burattino ed ai suoi padroni. Purtroppo anche questa volta l'Italia abboccherà.

venerdì 19 dicembre 2014

Falce e carrello, le coop rosse tra buchi e sfruttamento dei clandestini

"Falce e carrello" si intitolava un libro che non era piaciuto alla sinistra giudiziaria italiana. L'aveva scritto un concorrente delle Coop che operano nel settore della grande distribuzione organizzata (Gdo). Poteva essere di parte, ma denunciava comunque malaffare e favoritismi di cui godevano le cooperative rosse. Ovviamente il libro venne condannato al rogo dalla dis informazione di questo regime. Menzogne, accuse immotivate, attacchi inaccettabili. Come si è visto nella vicenda di mafia capitale. O come si vede nelle vicende delle coop di Friuli e Venezia Giulia. Buchi da milioni e milioni di euro, risparmi di lavoratori e pensionati a rischio. Perché? Perché - come ha raccontato l'ottimo Porro - alle coop e' stato concesso ciò che è vietato a tutti gli altri: il diritto di raccogliere soldi come se la coop fosse una banca, senza alcun permesso e, soprattutto, senza alcuna garanzia per i risparmiatori. Persino la Banca d'Italia aveva, timidamente, protestato contro questa raccolta. Ma il governo dei burattini poteva intervenire quando un suo ministro arriva proprio dai vertici del mondo delle coop? Certo che no. E infatti non è intervenuto. E la compagna presidente della Regione Friuli Venezia Giulia? Lei come Marino: non si accorgevano di nulla, quando si trattava di cooperative. Non vedo, non sento e, soprattutto, non intervengo. Si arrangino i risparmiatori che si son fidati. O magari, se si scopre che han votato per la presidente, ci sarà un bel provvedimento per far pagare a tutti i cittadini-sudditi i buchi delle cooperative. Falce e carrello? Forse non più. Ma solo perché la falce e' stata sostituita dalla speculazione finanziaria

giovedì 18 dicembre 2014

L'inutile appello della Meloni a un mondo disgustato

"Non ci son soldi ed i militanti non sono molti, e' indispensabile collaborare". Questo, in pratica, l'appello lanciato da Giorgia Meloni per tentare di uscire dal cul de sac in cui, lei per prima, ha infilato Fardelli d'Italia. Ma quando si lancia un appello di questo tipo, si avrebbe almeno il dovere dell'onestà. E quel "non ci son soldi", non è onesto. La frase corretta doveva essere diversa: "non ci son PIÙ soldi". C'è una notevole differenza. Perché i soldi c'erano, e molti. Ma la classe dirigente di An prima, del Pdl poi e di Fdi in ultimo, li ha divorati, li ha fatti sparire. Senza alcun effetto positivo in politica, come evidenziano i risultati elettorali. Prima, quando i soldi c'erano, i militanti non contavano nulla, contava solo la classe dirigente di colonnelli e caporali di giornata. Ora che i soldi non ci son più, scatta l'appello a militanti, ad intellettuali d'area. Quelli ignorati quando una gestione ignobile ha affossato il Secolo d'Italia? Quelli ignorati quando i membri del cda Rai in quota destre varie promuovevano veline e amici loro? Quelli ignorati da assessori regionali e comunali quando si trattava di nominare membri dei cda di fondazioni, di musei, di teatri, di enti culturali di ogni tipo? E quando il Secolo e' passato dalla carta al web, a chi si è rivolta la classe dirigente ora tanto attenta a militanti ed intellettuali? A Italo Bocchino. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Beh, non di tutti. Di quei pochissimi che sanno ancora che il Secolo esiste. E il caso Aledanno? Fatti suoi e della magistratura se era o non era legato a gente al di sotto di ogni sospetto. Ma Aledanno era stato accolto, con tutti gli onori, in Fdi, dopo aver fallito come sindaco di Roma, dopo aver fallito ancora di più come politico di "area". Qualcuno, nella classe dirigente di Fdi, ricordava le dichiarazioni da sindaco di Aledanno in merito a tutte le questioni "sensibili" per l'area? Posizioni legittime, ma solo sue. E allora perché riprenderlo? Decisioni di vertice, come sempre. Solo ora, di fronte al disastro, ci si ricorda della base. Un po' tardi. Forse, però, sarebbe possibile un bel gesto per conquistare un briciolo di credibilità: utilizzare l'enorme patrimonio della Fondazione An per far politica. Ma loro, quelli della classe dirigente, quel patrimonio non lo toccano. Han fatto finta di mettere a disposizione 1 milione per progetti politici. I progetti sono arrivati, il milione no. Con la scusa che lo statuto della fondazione era complicato. Ma chi l'ha redatto? Certo non quei militanti che oggi, solo oggi, sono invitati a collaborare. Gratis, s'intende..

martedì 16 dicembre 2014

Lo Stato punisce chi aiuta gli altri

La vicenda del bimbo siciliano strangolato pare sia stata risolta con l'arresto della madre. Il mostro e' in prima pagina ed i media son contenti. Soprattutto perché il massacro mediatico della possibile assassina ha fatto dimenticare l'ignobile livello giornalistico che ha accompagnato le prime fasi dell'indagine. Invece val la pena di ricordare le stupide domande retoriche che hanno accompagnato il ritrovamento del piccolo da parte di un cacciatore. "Come faceva, il cacciatore, ad immaginare che il bambino fosse proprio li'?". Nessuna accusa diretta, ovviamente. Meglio evitare querele. Ma il dubbio veniva insinuato. Il bimbo era sicuramente stato violentato (falso), dunque l'assassino era per forza un uomo. E, guarda caso, il cacciatore e' un uomo. Non importava a nessuno che il poveruomo avesse un alibi a prova di bomba, che fosse in un altro paese al momento della scomparsa del piccolo. Doveva essere coinvolto, in qualche modo. Bisognava far convergere su di lui i sospetti, le insinuazioni, i dubbi. E quando è stato iscritto sul registro degli indagati, i media hanno gongolato: il cerchio si stringeva. Poi le indagini han preso un'altra direzione ed allora è stato meglio far dimenticare la gogna mediatica precedente. Giornalismo spazzatura, ma non solo. Perché il cacciatore, colpevole solo di essersi messo ad aiutare nelle ricerche, si è ritrovato indagato, costretto a pagare un avvocato, con l'auto sequestrata per farla analizzare. In questo caso la colpa non è degli inquirenti, ma del legislatore cialtrone. Un legislatore che dimostra il disprezzo verso i sudditi, che evidenzia come lo Stato sia in guerra contro il popolo schiavo. I magistrati hanno compiuto atti dovuti, la ricerca della verità e del colpevole comporta anche il sequestro dell'auto e l'iscrizione tra gli indagati. Va bene. Ma perché, una volta dimostrato che questo signore era del tutto estraneo alla vicenda, non viene rimborsato? Perché deve pagare lui l'avvocato? Perché non viene risarcito per il sequestro dell'auto? Queste sono le conseguenze per aver aiutato nelle ricerche, per aver collaborato, per essersi messo a disposizione. La prossima volta quanta gente avrà ancora voglia di impegnarsi, sapendo che rischia di pagare a caro prezzo ogni aiuto? E' inutile che i rappresentanti dello Stato si lamentino sempre dell'omertà, della scarsa collaborazione dei cittadini, quando è proprio questo Stato a punire i cittadini che collaborano. E' scomparso un bambino? Lo cerchino carabinieri e poliziotti. Una ragazzina viene stuprata? Una anziana viene scippata? Meglio far finta di nulla. Anche una telefonata per chiedere aiuto può trasformarsi in costi, problemi, perdite di tempo. Forse è proprio quello che vuole questo Stato: cittadini indifferenti ed isolati, perché l'unione fa la forza e la forza di un popolo e' sempre pericolosa.

sabato 13 dicembre 2014

Crolla la produzione industriale, l'export e' un bluff, il burattino mente ancora

Da un lato le buffonate del burattino, le menzogne a raffica trasformate in false verità da giornalisti di servizio. Dall'altra i dati di realtà, sempre opposti rispetto ai proclami del governo e dei suoi accoliti. "Stiamo uscendo dalla crisi", avevano assicurato Padoan, il burattino e le renzine. E infatti la produzione industriale cala ancora è precipita ai livelli di 30 anni or sono. "Riduciamo le tasse", e arrivano nuovi balzelli e folli incrementi delle tariffe. "Il turismo e' in ripresa", e perdiamo quote di mercato perché la crescita del turismo nel mondo e' nettamente superiore agli zero virgola italiani. "Già, ma abbiamo l'export che vola", e vola così tanto che abbiamo perso due posizioni nella classifica dei Paesi esportatori. "Rilanceremo l'occupazione", e le previsioni per il 2015 indicano un ulteriore aumento dei disoccupati. Ma di fronte a questo fallimento totale, di fronte alla mancanza di prospettive credibili, questa banda di incapaci assicura che si proseguirà con il rigore. Ce lo ordinano gli euro cialtroni. E noi eseguiamo. Quando il pessimo Juncker sottolinea come gli euro cialtroni abbiano risparmiato all'Italia sanzioni più pesanti solo per carità e faziosità politica a favore del burattino, in realtà ha ragione. I risultati del governo italiano sono fallimentari. E continueranno ad esserlo, proseguendo con la politica del rigore. Ma questo, Juncker, mica lo dice. Intanto, per far contente le cooperative, i soldi degli italiani continuano a finire nei campi Rom o nei centri di accoglienza per clandestini. Intanto i pensionati italiani continuano ad impoverirsi. E con la logica del risparmio, si spediscono le atlete dello sci a disputare gare di Coppa del Mondo facendole arrivare in hotel a tarda sera, con sveglia all'alba, mentre le avversarie sono sul posto da tempo, per allenarsi e conoscere le piste. Non si può pretendere che Padoan conosca il soft power, ma allora è meglio ritirare le squadre, rinunciare alle manifestazioni sportive e rassegnarsi al ruolo di morti di fame dell'Europa.

giovedì 11 dicembre 2014

La Cara Salma, dai carri di Budapest alla macelleria sociale italiana

Bisogna saper uscire di scena. Ma, evidentemente, la Cara Salma non ha mai ascoltato Aznavour. Così, dopo i danni del passato e dopo un periodo di ibernazione, e' tornato ad esternare prima del patetico annuncio con cui se ne andrà a casa. E che esternazioni! Ha spiegato, l'uscente, che gli italiani non hanno il diritto di avere posizioni anti politica. Ed è giusto, considerando l'altissimo livello della politica italiana. Così come e' giusto vietare agli italiani il diritto di essere scettici nei confronti di un'Europa di burocrati, di banchieri e di speculatori. Allineati e coperti, se no la Cara Salma manda i carri armati. Forse non si è accorto che l'Ungheria del '56, quando Napo si entusiasmo'  per i carri sovietici a Budapest, e' ormai lontana. Ma la cattiva abitudine di fare proclami non l'ha persa. Non è propriamente corretto, per un presidente della Repubblica, mettersi a criticare gli avversari politici. Forse si è scordato che il suo dovrebbe essere un ruolo super partes. Invece, da troppo tempo, dimostra di essere di parte. E non dalla parte degli italiani. Certo, può contare su una dis informazione indecente, che trasforma in parole d'ordine qualsiasi esternazione di un potere malato. Una dis informazione che non si era accorta del marcio romano, ma che pontifica sul disgusto degli italiani. Una dis informazione che non spiega alla Cara Salma qual è il suo ruolo e che il padrone d'Italia non dovrebbe essere un burocrate di Bruxelles. Macché. Tutti entusiasti perché Napo attacca le opposizioni, perché difende l'indifendibile, perché si schiera dalla parte della macelleria sociale. Schiacciamo gli ungheresi! Nel nome del Soviet supremo! Schiacciamo gli italiani, in nome della speculazione internazionale. Per fortuna che sta per uscire di scena

martedì 9 dicembre 2014

Idioti o criminali, i politici della cupola romana?

E' meglio criminali o imbecilli? La domanda e' inevitabile di fronte allo schifo di Roma capitale della cupola mafiosa e non più del Cupolone. Sapevano, i politici, o erano semplici marionette manovrate da criminali senza troppi scrupoli? Che l'immigrazione e le emergenze fossero un grande business non potevano ignorarlo. E' stato detto e ridetto, spiegato e ribadito. Ma allora la follia del Mare Nostrum e' prova di imbecillità o di criminalità? Si fanno arrivate centinaia di migliaia di disperati per sfruttarli con lavori in nero e sottopagati, per emarginare e ricattare i lavoratori italiani, per garantire rendite "superiori a quelle dello spaccio di droga" alle cooperative rosse e bianche, ma poi si finge di meravigliarsi, di stupirsi. Carlo Verdone prova una spiegazione, notando l'infimo livello della classe politica attuale. Come ci si può affidare a un sindaco come Marino che mente a proposito di una Panda e continua a mentire sui rapporti con il boss della cooperativa rossa che speculava sugli immigrati? Come ci si può affidare ad un ministro che afferma di avere rapporti con il boss perché, a parte un omicidio, gli sembrava una brava persona? D'altronde chi non ha ammazzato almeno un amico, ai giorni nostri? E come si è potuto affidare la politica della destra a uno come Aledanno? Incapace, al di la' dell'onestà o disonestà. Uno che ha sprecato l'occasione storica di guidare la capitale, uno che si è rivolto agli amici più inetti, meno preparati. Uno che ha rinnegato le sue idee ed il suo passato per essere "promosso ed accettato" dagli avversari. Che, giustamente, l'hanno subito scaricato quando non è stato più utile per i loro affari. Ed uno così e' stato ripresentato? Ricandidato? Gli elettori l'hanno bocciato, ma la sua sconfitta e' stata anche la sconfitta di chi se l'e' ripreso invece di rottamarlo e di cancellarlo dalla memoria stessa. Ma ora, gli stessi, vorrebbero fare i moralizzatori. Spacciando il bugiardo Marino per un argine al malaffare, spacciando Aledanno per uno sprovveduto rovinato da amici imprudenti. Il modo migliore per continuare a non essere credibili, per condannarsi a non avere speranze. Ma, forse, un affaruccio con i soliti amici riusciranno a farlo.

martedì 2 dicembre 2014

Il falso pietismo per gli zingari

Di fronte alle sacrosante proteste degli italiani alle prese con la povertà e con la delinquenza delle periferie, gli opinionisti ed i conduttori politicamente corretti hanno iniziato la campagna di dis informazione a favore degli zingari. Con tanto di foto del presidente della Regione Toscana insieme agli amici Rom. Non devono essere amici suoi, invece, i toscani di Carrara, abbandonati tra alluvione e argini di polistirolo. Ma già, sono italiani, mica hanno diritti. Solo doveri. Loro, i politici e gli opinionisti politicamente corretti, oltre ai disinformatori di professione, non hanno capito che, in fondo, basterebbe poco per evitare i conflitti. Basterebbe far rispettare la legge nel medesimo modo. O, se preferiscono, nel non applicarla ma sempre nel medesimo modo. Invece no. Gli ospiti, mai invitati, hanno i diritti, gli italiani hanno i doveri. Se una famiglia italiana non manda i bambini alla scuola dell'obbligo, si ritrova senza figli per l'intervento dei servizi sociali. Se una famiglia di zingari non manda i figli alla scuola dell'obbligo, non succede nulla, perché per loro l'obbligo non significa nulla. Se un minore italiano ruba, o lancia i sassi contro le vetture in autostrada, finisce in comunità. E magari in carcere minorile. Se il reato lo commette uno zingaro, non succede nulla: un invito a continuare. L'accattonaggio con l'utilizzo di minori? Da galera per gli italiani, permesso agli ospiti. L'inquinamento ambientale per aver bruciato i cavi rubati per ricavare il rame? Praticato senza conseguenze penali nei campi Rom. Le tasse? Una brutta abitudine riservata agli italiani. Così come il pagamento di bollette per luce e gas. E ci si stupisce se le periferie esplodono? Nessun intervento contro furti e borseggi e qualche anima bella giustifica tutto con il rispetto di una cultura diversa dalla nostra. Peccato che pretendano di applicarla alle nostre case, al nostro portafoglio. Ma se la mia cultura prevede il rifiuto di pagare le tasse, Equitalia si adegua? Eppure si potrebbe cambiare. Esperimenti per l'inserimento attraverso il rispetto delle regole hanno funzionato, ad esempio a Settimo Torinese. Ma è meglio non farlo sapere in giro. Se no l'esercito di mantenuti italiani che fingono di lavorare con gli zingari perde la montagna di soldi pubblici. E i troppi zingari che preferiscono L'accattonaggio e il furto si troverebbero obbligati a lavorare.

lunedì 1 dicembre 2014

Grillo stanchino? No, disgustato. Dai grillini

Grillo e' un po' stanchino? E come potrebbe essere diversamente, con la banda di parlamentari che si ritrova? Dei nessuno che si sono montati la testa, dei caporali di giornata che si son creduti Napoelone. Privi di idee ma sempre pronti a criticare chi li ha fatti arrivare alla Camera e al Senato. Incapaci di comprendere le intuizioni di Grillo, come nel caso dei provvedimenti per arginare l'invasione di clandestini. Ma loro, i grillini napoleonici, sanno fare da soli. Come si è visto in Emilia Romagna o in Calabria. Il guru sta a casa e loro crollano. Cosa potrebbe volere di più il burattino? La disoccupazione italiana raggiunge i livelli record di sempre, dal 1861, ma i grillini si guardano bene dall'indignarsi per le politiche fallimentari di questo governo. Al contrario, preferiscono l'onanismo intellettuale sul direttorio e pensano già a qualche accordo con il burattino e le renzine. Di fronte a questa gente il povero Grillo potrebbe non sentirsi "stanchino"? Davvero credono di recuperare il terreno perduto a colpi di accordi da macelleria sociale? Con il politicamente corretto? Certo, possono sempre sperare nel gioco all'auto massacro di Berlu. Che incurante di tutto e tutti propone Amato come presidente della Repubblica il sostituzione della Cara Salma pronta a dare l'annuncio strappa lacrime nel pietoso discorso di fine anno. Amato? Quello del furto nei conti correnti degli italiani? Quello che, nel PSI, non si era accorto delle tangenti pur stando ai vertici del partito? Quello che ha mandato alle stelle il debito pubblico? Quello con le super iper pensioni? Un candidato ideale per metter fine, definitivamente, all'avventura politica di chi lo propone. Magari in cambio di favori personali.  Che, a tutti gli altri italiani, interessano davvero poco. Ma i grillini non possono illudersi che il tracollo di Forza Italia porti ad un travaso di voti verso di loro, inciuciati con il burattino. E' vero che anche Berlu e' diventato un renzino, forse per star vicino alle renzine, ma non basta per fregare ancora una volta gli elettori.

giovedì 27 novembre 2014

Quale squadra per Salvini?

Povero Berlu: si lancia in un'ardita metafora calcistica e nessuno lo capisce. Anzi, si ritrova con l'aspirante allenatrice Ravetto che spiega che la strategia e' prematura "perché non siamo al 90* minuto".  Un genio, e poi ci si chiede perché si perdono le partite. Con decisioni a fine gara, e' difficile vincere. Ma è tutta l'impostazione a non funzionare. Berlu sostiene che Salvini sarebbe un grande bomber, ma gli servirebbe una squadra. Composta da chi? Da Berlu in regia, ovvio. E poi? Pascale in porta? Ravetto all'ala? Verdini stopper e Rossi in mediana? E di questa gente, cosa dovrebbe farsene Salvini? Farsi dettare una linea politica a sostegno del burattino come fa Forza Italia? Si son visti i brillanti risultati. La Lega cresce perché fa esattamente l'opposto di quanto fa il cerchio magico intorno a Berlu. E non a caso il giornale della famiglia Berlu ha subito attaccato la Lega, ipotizzando finanziamenti russi. Forse è un problema di gelosia. I rapporti con Putin andavano bene quando li teneva Berlu. Vanno malissimo se li viene la Lega. Squallido sciacallaggio che rende difficili alleanze ed accordi. Poi, indubbiamente, Feltri ha ragione quando sostiene che Salvini e la Lega continuano ad avere difficoltà a sud della Linea Gotica. E che, quindi, serve un'alleanza più vasta. Ma con chi? Con quelli che sostengono il burattino? Che hanno come unico obiettivo la salvaguardia di Mediaset? Che si occupano solo dei processi del capo e, in cambio, son pronti a votare qualsiasi provvedimento affossaItalia? D'accordo, Salvini non ha ancora una squadra in grado di governare. Ma una squadra vincente e competente non può essere quella con Pascale, Rossi, Verdini, Ravetto etc. Meglio crearla dal nulla, piuttosto di affidarsi a questa gente. Perché il burattino si è affidato ad incompetenti allo sbaraglio, ma solo perché le strategie le decidono altri, da Serra ai finanzieri vari, sino al Farinetti di turno. E allora si può anche mettere la Boschi a ripetere la lezione imparata a memoria. Almeno la Boschi non avrebbe mai detto che le strategie si decidono dopo la partita..

lunedì 24 novembre 2014

Il burattino cancella gli elettori e trionfa

Emilia Romagna e Calabria al Pd: un nuovo trionfo per il burattino. E l'astensione da record anche nella rossa Emilia Romagna non deve trarre in inganno. Perché è proprio questo che evidenzia il trionfo. A lui, il burattino, non interessano i voti, la democrazia, la partecipazione. Anzi, meno siamo e più vince. Lui decide quello che gli viene ordinato e meno confronti ha, meglio sta. Non vuole i partitini e non vuole neppure gli elettori. Dunque benissimo così, con urne vuote e pieno di poteri. Il problema e' degli avversari, incapaci di intercettare la rabbia, la delusione, la disaffezione di gente rassegnata. I 20-30 punti in meno nell'affluenza dovevano consentire un recupero al centrodestra ed alla sinistra "vera". Invece nulla. L'unica novità reale, ma attesa, e' il successo della Lega di Salvini che annienta Forza Italia in Emilia. Più che doppiata, la formazione di Berlusconi. D'altronde se la politica di Berlu e' quella di fare lo zerbino del burattino in cambio di favori giudiziari e per Mediaset, perché mai un cittadino qualunque, che non ha azioni Mediaset, dovrebbe votare?  E Fratelli d'Italia? Annientati in Emilia, al di sotto del mortificante 2%. Credibilità di Giorgia Meloni a nord del Grande raccordo anulare? Sotto il 2%, appunto. Non è che a sinistra sia andata molto meglio. La lista che si ispira a Tsipras non arriva al 4% in Emilia ma fa molto peggio in Calabria. Non proprio una grande spinta per una scissione dal Pd dell'area di Civati. In caduta libera i grillini, irrilevante Ncd. I dati emiliani, se confermati a livello nazionale, escluderebbero Fdi dal Parlamento anche con lo sbarramento minimo al 3%. Andrebbe poco meglio a Ncd, al di sotto della soglia in Emilia ma al di sopra in Calabria. Mentre Fdi resta sotto anche in Calabria. Ed ora? Il burattino può continuare a fare i disastri soliti. Con lui il Pd vince ovunque e se gli italiani non partecipano, peggio per loro. Non sono i disertori a vincere le guerre. Peccato che la diserzione stia diventando un fenomeno non solo elettorale. Non si ricostruisce un Paese sulla rinuncia e sulla rassegnazione. La diserzione non è sintomo di ottimismo e di fiducia. E le opposizioni? Per la Lega e' il momento di consolidarsi con proposte e strutture adeguate. Per Fi e' l'ora di capire se proseguire nel suicidio politico in cambio di un punto percentuale in più in Borsa per le società di Berlu. Per Fdi si tratta di decidere cosa fare, se essere un partito nazionale o solo romano. E per Tsipras si tratta di convincere Civati ad abbandonare il Pd del burattino e a tentare l'avventura. Ma senza penalizzare sempre gli italiani più poveri per pensare solo al sostegno politicamente corretto a Rom e clandestini.

giovedì 20 novembre 2014

Eternit: prescrizione in nome del burattino

Perché stupirsi della richiesta di prescrizione per le migliaia di morti da amianto alla Eternit? Il prossimo processo avrebbe riguardato i morti per amianto alla Olivetti dell'era di De Benedetti, dunque meglio portarsi avanti e chiarire subito che il processo e' inutile. Dunque meglio non farlo neanche, così si risparmiano tempo e denari. E poi, in fondo, si rispetta la linea indicata da sua nullità il burattino: i lavoratori italiani non hanno più diritti, quindi possono crepare per amianto o morire di fame per mancanza di lavoro. Bisogna essere moderni, basta con le tutele. E se, fastidiosi come sono, non vogliono crepare per infortuni sul lavoro o morire di fame, possono sempre emigrare. Non sarà mica un caso che la richiesta di prescrizione per la Eternit segua la farsa della decisione della cassazione sui morti nella rogo della ThyssenKrupp a Torino. Suvvia, signori, son cose che succedono. Uno pretende di lavorare, magari vuole persino essere pagato per la sua attività, e poi vorrebbe pure che il donatore di lavoro investisse pure sulla sicurezza? Ma dove credono di vivere? Non sanno che Serra, il finanziatore del burattino, aborre i diritti di chi lavora (e aborre pure chi lavora al di fuori della City di Londra)? E se non piacciono al finanziatore, non piacciono neppure al finanziato. La giustizia si adeguerà, se no il burattino taglia le ferie. Invece, quando i magistrati si comportano bene e rispettano i voleri di sua nullità, dal burattino e dalla sua corte possono arrivare le consuete considerazioni politicamente corrette sul dovere di rispettare il lavoro dei giudici e le loro sentenze. Rispettare il diritto alla vita delle migliaia di lavoratori morti per amianto? Beh, questo no. Non esageriamo. Il diritto alla vita di chi lavora e' un retaggio del passato, deve essere rottamato, come i lavoratori stessi. E poi alla City l'amianto non c'è. Chiedere al finanziatore Serra per conferma.

lunedì 17 novembre 2014

Per non smorzare la rabbia delle periferie

Tutti impegnati a spegnere i fuochi delle periferie, la rabbia degli italiani massacrati dalle leggi e da Equitalia, a vantaggio di Rom ed extracomunitari vari. Per i quali, ovviamente, le leggi vanno interpretate ed Equitalia deve restare lontana perché se no si parla di razzismo. Anche il Papa ha invitato all'incontro invece che allo scontro. In fondo non sarebbe neppure difficile arrivare ad un incontro. Basterebbe che le case popolari, realizzate con i soldi delle tasse degli italiani , finissero agli italiani. Basterebbe che le regole imposte agli italiani venissero imposte anche ai Rom. Basterebbe che l'acqua e la luce venissero pagate anche dagli ospiti non invitati e che il costo non venisse scaricato sugli italiani. Troppo difficile? Troppo giusto? E allora via al piagnisteo, alla demagogia, alla mistificazione. Storyelling.. Si narrano, sui giornali, storie fasulle di poveri profughi da un'Etiopia squassata da guerre e massacri. Quella stessa Etiopia dove gli italiani possono tranquillamente andare a fare i turisti, perché la guerra non c'è. Ma i giornalisti italiani non lo sanno, o fingono di non saperlo. E la fame? In Italia non esiste e gli anziani che frugano nei cassonetti dell'immondizia alla ricerca di cibo, lo fanno solo per mettere in cattiva luce il governo. Ma se non bastano i media bugiardi, allora si ricorre alle manifestazioni organizzate da Aledanno e dai suoi compari. Ovviamente la gente vera delle periferie non partecipa ed i giornalisti possono raccontare che la protesta e' finita. Altra soluzione? Lasciare che la rabbia si plachi da sola, tra la promessa di un più frequente passaggio del camion dei rifiuti o quella dell'inaugurazione di un campo di calcetto. Si può reagire? Si', si può. Basterebbe filmare la realtà e metterla poi in rete. Gli ospiti dei centri di accoglienza si comportano male? Vanno filmati ed i filmati devono essere resi pubblici. Controllo capillare e contro informazione puntuale. Smascherando le menzogne di guerre che non ci sono o di una ricchezza italiana che non esiste più. Informarsi e condividere. La verità contro le menzogne di Stato e dei politicamente corretti. Serve un po' più di impegno e di cervello rispetto alle solite proteste senza costrutto. Ma con l'impegno ed il cervello si possono ottenere risultati

giovedì 13 novembre 2014

Morti e disastri, non per il maltempo ma per i tagli

La pioggia di novembre non è certo una sorpresa. Le mezze stagioni ci sono ancora e sono pure piovose. Quello che è cambiato e' l'effetto che accompagna queste piogge. Disastri ovunque, al mare ed in montagna, in collina ed ai laghi, in campagna ed in città. Nei territori amministrati dalla sinistra del burattino ed in quelli che hanno come amministratori i berluscones, guidati dalla sinistra ambientalista o da qualche forma di destra. Piove, governo ladro. Non si va mai al di la' del solito slogan. Ed  è vero che gli ultimi governi, in nome dei tagli voluti dall'Europa, hanno ignorato i problemi dei territori. Ma il problema risale a molto tempo prima. Si sono cementificate le coste della Liguria per speculare sul boom economico, si sono spogliate le montagne per avere a disposizione manodopera in abbondanza ed a basso costo. Si sono cancellati i prati nelle città per far contenti gli speculatori edili ed i loro sodali politici, si sono tombati i fiumi. Ed ora, inevitabilmente, si pagano gli errori commessi. Perché il cemento assorbe meno l'acqua rispetto al terreno, perché sulla montagna abbandonata crescono i boschi ma spariscono le canalizzazioni per l'acqua. In nome del risparmio si pensava che l'idea vincente fosse quella di chiudere le scuole di montagna, togliere i servizi, eliminare la popolazione e mandare ogni tanto 4 forestali a sistemare il territorio. Non è andata così. Ed i costi che si pagano per i danni della mancata manutenzione, sono immensamente superiori a quelli che sarebbero serviti per favorire la sopravvivenza delle popolazioni nei paesini più sperduti e, proprio per questo, più utili per la salvaguardia dell'ambiente. Le lezioni, però, non servono. Si continua a sbagliare in nome del risparmio. E il governo dei burattini concede cifre irrisorie per pagare i danni. Con ulteriori abbandoni, ulteriori disastri, altri morti, altre economie distrutte. Non basterà, per salvarci, un sorriso della renzina di turno.

mercoledì 12 novembre 2014

Da Roma a Carrara, sindaci che disprezzano i sudditi

Non è fondamentale sapere se sottoMarino, il pessimo sindaco di Roma, ha mentito o meno sulla vicenda dei permessi per la sua auto. Non è fondamentale sapere se il sindaco di Carrara avesse idea che l'argine realizzato era stato costruito con il polistirolo. Ciò che conta davvero e' la dimostrazione di disprezzo nei confronti dei loro sudditi. Quelli che, a Roma, devono pagare cifre folli per entrare nel centro dove sottoMarino entra comunque, cono senza permessi. Giusto, e' il sindaco, e' ovvio che debba poter entrare ogni volta che serve.  Sarebbe pura demagogia accostare il diritto di un sindaco, che in centro deve andare per amministrare, e quello di qualche signora che vuole solo far shopping. E allora dove sta la scorrettezza del sindaco? Sta nella sua demagogia. Quella che ha utilizzato per farsi fotografare in bici, con tanto di scorta e caschetto politicamente corretto. Tutta scena e niente sostanza. Perché il sindaco sottoMarino e ciclista utilizza l'auto come un qualunque sindaco non ambientalista. Nulla di male, se non fosse per la pagliacciata mediatica. Ma si sa, si utilizzano i media per crearsi un'immagine e poi si prendono per i fondelli i sudditi dimenticando tutte le bandate il giorno dopo. E a Carrara? Una esponente grillina scopre che l'argine che avrebbe dovuto proteggere la città e' stato realizzato con il polistirolo ricoperto da un leggero straterello di cemento. Un argine che, ovviamente, ha ceduto prima ancora che ci si accorgesse della pioggia. Ma di fronte alla sacrosanta rabbia dei sudditi, il primo cittadino chiarisce di non sentirsi responsabile. Tanto chi mai lo toccherà?  La colpa sarà di Giove Pluvio o  della sfortuna. Mai degli amministratori che risparmiano sul materiale, sperando in una siccità perenne. Se i tombini non vengono puliti, se le strade sono una groviera, se i ponti crollano, la colpa non è mai dei sindaci. Tutt'al più dei sudditi. Da castigare con nuove tasse per pagare gli interventi dopo i disastri.

martedì 11 novembre 2014

Produzione in caduta, illusioni svanite. Ma non ditelo al burattino

Moodys e' scettica sul futuro dell'economia italiana e tutti fingono di preoccuparsi per i giudizi dell'agenzia di rating. Mentre dovrebbero preoccuparsi molto di più per i dati dell'Istat sulla produzione industriale italiana. O anche per le dichiarazioni del direttore della sede torinese di Bankitalia. Secondo cui le speranze di ripresa evidenziate prima dell'estate erano legate a promesse che non sono state mantenute. E le speranze sono svanite. Invece si preferisce far finta di nulla. Perché sono questi dati che inchiodano il burattino e la sua banda alle loro gravissime responsabilità. Dunque, la produzione industriale, nonostante le promesse, le assicurazioni, le chiacchiere infinite del burattino, e' precipitata ai livelli degli Anni 90. E non poteva essere diversamente. Perché i consumi interni non sono ripartiti nonostante gli 80 euro. Che verranno divorati dalle nuove tasse decise dalle Regioni per fronteggiare i tagli imposti dal burattino. Addizionali Irpef, aumenti del bollo auto: Chiamparino, in Piemonte, ha aperto la strada, gli altri seguiranno. E qualcuno pensa che questo favorirà la ripresa dei consumi delle famiglie?  Ma se il mercato interno resta bloccato, anche le speranze sul fronte export si riducono. Grazie alla genialata delle sanzioni contro Mosca, ma non solo. Frena il Brasile, frena il Sudafrica, frena anche la Cina. E le imprese italiane, che affrontano la crisi tagliando occupazione di qualità (perché più costosa) e rinunciando agli investimenti, si ritrovano sempre più emarginate e sempre meno competitive. Idee alternative della banda del burattino? Non pervenute. Strano che non bastino i sorrisi delle renzine o le bugie di Padoan per rilanciare l'Italia. Strano che non bastino legioni di giornalisti che incensano il premier. E cosa vuole di più questa Italia? Un lucano? Mica può illudersi che da questo governo arrivino idee per un rilancio dell'economia. Le uniche sono quelle del finanziatore del burattino: ridurre gli stipendi, vietare gli scioperi, tagliare i diritti. Non è chiaro chi, a quel punto, sarebbe ancora in grado di acquistare la produzione industriale italiana. Il burattino, le renzine, gli speculatori. Troppo pochi per rilanciare il mercato interno.

lunedì 10 novembre 2014

La Padania affossata da chi si lamenta ma non paga

Dopo l'Unita' ed Europa, anche la Padania chiude. E aveva chiuso anche il Secolo d'Italia. E pure Linea. I giornali di partito non riescono a sopravvivere. Certo, i tagli dei finanziamenti all'editoria sono stati determinanti, ma il vero problema e' che mancavano i lettori. Non ha senso mantenere - a spese pubbliche - giornali che non si leggono. Perché il pluralismo e' una gran bella cosa, ma non significa limitarsi a pubblicare tesi diverse: occorrerebbe che qualcuno le leggesse, queste tesi. Non era più così. In alcuni casi la responsabilità era dei partiti che investivano poco. La stessa situazione che caratterizza buona parte dell'imprenditoria italiana: si preferiscono i tagli agli investimenti e poi ci si stupisce se la qualità crolla ed i clienti fuggono. Ma nel caso dei giornali esiste anche una grande, grandissima responsabilità degli elettori. Che si lamentano, protestano, si indignano, ma poi evitano accuratamente di metter mano al portafoglio per tirar fuori 1 euro o 1 euro e qualcosa per acquistare un quotidiano che spieghi il perché ed il percome di certe scelte, di certe posizioni. Che spieghi le porcate di un governo che gode dell'appoggio dei grandi media al servizio dei poteri forti. I. O compagni dell'ex Pci non compravano più l'Unita', ma i banchieri e gli industriali che appoggiano il burattino han tirato fuori mille euro a cranio per il privilegio di cenare con lui ed entrare a far parte della sua corte. Legittimo, certo. D'altronde il burattino li sta ripagando con misure che massacrano il ceto medio e quello medio basso, pur di favorire i poteri forti e fortissimi. Ma ha il diritto di indignarsi chi non vuole spendere 1 euro per un'informazione alternativa? Per sostenere un partito, un movimento, una qualsiasi iniziativa alternativa? Si disertano i convegni perché fa freddo o perché c'è la partita in Tv. "Tanto non cambia nulla, tanto son tutti uguali". Liberi di pensarlo. Ma allora perché protestare spiegando cosa dovrebbero fare gli altri per cambiare la situazione?

giovedì 6 novembre 2014

Solo il 30% capisce ciò che legge

Secondo il linguista De Mauro, solo il 30% della popolazione italiana sarebbe ormai in grado di leggere e comprendere un testo in italiano di normale complessità. Un dato allarmante, su cui si preferisce glissare. Come se gli effetti negativi ricadessero solo sulle copie di giornali venduti o sui libri letti. Certo, gli editori non faranno salti di gioia, d'altronde la qualità di ciò che pubblicano e' sempre più misera e non si può pretendere che invogli all'acquisto o alla lettura. Il problema più grave, però, e' un altro. Gli italiani che non sono in grado di capire un testo, sono gli stessi che dovrebbero confrontarsi con il mondo. Conoscendo le scienze, le tecnologie, l'arte, la medicina, la storia. Un popolo che legge poco e che capisce ancor meno di ciò che legge, e' un popolo senza futuro. Destinato a seguire, a perdere. Destinato alla marginalizzazione. Non è un problema di congiuntivi e di condizionale. Gli italiani non capiscono il senso delle frasi che leggono così come di quelle che ascoltano. Il problema non è il "mezzo", cioè la carta stampata. E' il contenuto, l'incapacità di capirlo. In pratica il 30% del Paese dovrebbe farsi carico dell'altro 70%, indirizzandolo, guidandolo, convincendolo. Ma non è facile convincere chi non è in grado di comprendere. Ovvio che la situazione piaccia al burattino ed ai suoi padroni. Il colpevole, però, non è solo lui. Che, in fondo, si limita ad approfittare della situazione che ha trovato. Colpevoli sono le famiglie che, di fronte a figli ciucci e che non studiano, se la prendono con i professori che non vorrebbero promuovere con voti altissimi i pargoli ignoranti. Colpevoli sono gli imprenditori che, in nome del risparmio, rinunciano alle professionalità per rivolgersi a ignoranti sottopagati. Colpevoli sono tutti coloro che, in nome del politicamente corretto, obbligano a considerare tutti uguali, intelligenti e stupidi, preparati ed ignoranti. Colpevoli sono quelli che, in nome del "ci son cose più importanti", non correggono gli errori degli interlocutori, lasciano passare strafalcioni non solo grammaticali o lessicali, ma di ogni tipo. L'Italia degli ignoranti può procedere solo verso il baratro. Ma il 70% ignora il significato della parola "baratro"..