martedì 15 settembre 2015

Ma chi si occupa di comunicazione, a destra?

Flavia Pennetta trionfa negli USA e scatta la polemica sulla sua residenza in Svizzera. Comprensibile da parte di chi, con un lavoro da dipendente ed uno stipendio da fame, prova invidia nei confronti di una campionessa, libera di scegliere dove pagare meno tasse. Ma la polemica e' inaccettabile da parte di chi pretenderebbe di "far politica". Di fronte all'immagine del bugiardissimo che vola in America a festeggiare il trionfo della Pennetta, non era la tennista l'obiettivo da colpire, ma il premier. E non per il volo, ma per aver spinto - con le sue stramaledette tasse - la Pennetta a cercarsi un Paese più ospitale. Non è lei ad aver sbagliato, ma il bugiardissimo ed i suoi predecessori. Il premier che, tronfio, vanta il boom di assunzioni dopate e finge di non accorgersi di quel 90% di giovani studenti italiani pronti ad emigrare verso Paesi dove i salari sono più alti e le tasse più basse. Possiamo trattarli tutti come potenziali disertori, esattamente come i siriani che fuggono lasciando le ragazze curde a combattere? O forse è meglio attaccare un governo di mentecatti che crea le condizioni per la fuga di massa dei cervelli?  Questo dovrebbe essere il compito di una opposizione. Invece di procedere a nomine discutibili dopo aver conquistato la Regione Liguria. Ma l'opposizione, quella delle destre, e' impegnata ad interrogarsi su come utilizzare i ricchi fondi della Fondazione An. Per un  nuovo partito o per sostenere le attività culturali e politiche dell'area e far crescere una diversa consapevolezza nel Paese? E si finge di dimenticare che le destre guidano Lombadia, Veneto, Liguria. Qualcuno si è accorto di una strategia culturale diversa e vincente in queste 3 Regioni? Quante biblioteche nelle Regioni e nei Comuni amministrati dalle destre hanno sottoscritto abbonamenti con periodici considerati di "area"? Quanti convegni sono stati organizzati coinvolgendo, e retribuendo, studiosi di "area"? Certo, e' più facile riciclare banchieri sotto inchiesta, e' più comodo invitare intellettuali della gauche caviar tanto presenti in tv, ospitare cantanti e attori politicamente corretti e sempre televisivi. Le destre vorrebbero intellettuali organici, come quelli del vecchio Pci. Dimenticando che il Pci garantiva, in cambio, pubblicazioni di libri (in decine di migliaia di copie) da Einaudi o Feltrinelli, incarichi da sceneggiatore in tv o al cinema, laute consulenze aziendali. Gli intellettuali organici per le destre dovrebbero, invece, pagare per essere guidati e coordinati da politici lautamente retribuiti. La sinistra imprenditoriale foraggia la scuola Holden, la destra imprenditoriale chiede contributi. Non funziona così. E lo si vede nella disattenzione dei comunicati, nelle polemiche sbagliate, nella sciatteria dei volantini. Già, ma la professionalità ha costi che i politici destrosi non vogliono pagare

1 commento:

  1. ...per sensibilità d'area, "schifo" e "mercato" sono quasi sinonimi...ma uno, uno solo dei segmenti del mercato, dovremmo favorire...quello culturale! Talenti, estri destri desti, non mancano e sanno anche cogliere aperture "trasversali" premesse di feconde sintesi capaci di spazzare una volta per tutte le dicotomie irrigidite di destra/sinistra. Rigor mortis delle energie per la politica e per il progetto del domani. Ma il ghetto in cui la destra era, un tempo era spiegabile, ma sempre inaccettabile, per la onnipresenza delle "vittoriose" cinghie di trasmissione resistenziali. Erano capaci di fare il bello ed il cattivo tempo gli intellettuali organici alla sinistra comunista...ma le effimere loro vittorie e lo sfacelo d'oggi, possono relegare quel mondo fazioso tra le ragnatele. Purché tutto si muova non con la baldanza ottuagenaria di chi potrebbe dare al suo potere nell'informazione ben altro vigore e rinnovata direzione ma priva di pencolamenti.

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