lunedì 2 marzo 2015

Accattoni di poltrone, ignavi o propositivi: le destre e Salvini

Fantastica la politica italiana: Matteo Salvini va a Roma, pronuncia un discorso modesto (molto modesto in termini di contenuti) ed obbliga politici, opinionisti, giornalisti ad occuparsi di lui. Le reazioni più divertenti, ovviamente, si registrano nelle destre varie. Qualcuno, già neofascista, poi finiano, poi chissà che ma sicuramente anti leghista, si riposiziona con giovanile baldanza e scopre che Salvini ha un suo perché. Soprattutto se imbarcherà i naufraghi di ogni navigazione sciagurata ed i falliti di ogni risma. Poi ci sono quelli del "si stava meglio prima". Eh, le piazze di Almirante, eh le piazze di Mussolini, eh le piazze di D'Annunzio. Manca solo il riferimento alle piazze di Giulio Cesare e siamo a posto. Loro, i nostalgici assoluti, non voteranno mai per l'ex comunista padano che disprezzava Roma Ladrona. Per questo il barbaro leghista ha messo su un cartello di alleanze politiche che spazia dalla Meloni dei Fardelli d'Italia sino alla poi diana Sovranità, passando per Noi con Salvini contenitore per reduci che vogliono rientrare in gioco. Si può, ovviamente, decidere che nessuna di queste formazioni sia convincente, sia adeguata, risponda alle esigenze dei duri e puri. Che, ovviamente, si chiuderanno in quella che considerano la propria torre d'avorio confondendo l'avorio con la plastica riciclata. Ma c'è anche una terza via. Sarà che le terze posizioni affascinano di più, ma sicuramente in questo caso appaiono più convincenti. Non un partito ne' un movimento. Non transfughi da ogni dove ne' ipercritici inevitabilmente sterili. Sono quelli che pensano e lavorano. Che creano gruppi dove si studia, dove si propone, dove si costruisce. Piccoli gruppi che, in questa fase, stanno superando il cronico indivualismo,  mettono da parte l'autoreferenzialita' ed iniziano a collaborare. Non per costruire l'ennesimo micropartitino dallo 0, ma per creare una rete di idee e di proposte. Un giornale online intervista il responsabile di un centro studi, una testata web pubblicizza l'attività di un piccolo editore, un think tank ospita le opinioni del leader di un altro centro di pensiero. Piccole cose? Neppure tanto piccole, se si ha la voglia di osservarle senza pregiudizi, senza la cronica invidia, senza il consueto livore. Esistono differenze, sensibilità non sempre omogenee, ma finalmente qualcuno ha imparato a collaborare nel rispetto delle diversità di opinione. Un mondo nuovo, in grado di elaborare progetti e programmi. Se poi Salvini vorrà riempire il proprio vuoto programmatico con questi progetti, e' tutto da verificare. Così come non è per nulla scontato l'interesse di tutte le altre formazioni della galassia salviniana. Ma per lo meno non esiste più il vuoto.  Un problema che anche i vertici lepeniani sentono. E che cercano di affrontare nel modo giusto, anche se non si sa con quali risultati, visto che non tutti sono d'accordo. In Italia sarà più difficile, molto più difficile. Invidie e gelosie sono a livelli folli, la ricerca di un alibi per non impegnarsi e non far nulla e' costante. Ma che almeno si sappia che il vuoto cosmico dei programmi non e' inevitabile.

1 commento:

  1. C'è da accontentarsi... ma che tristezza!!!

    RispondiElimina