venerdì 1 dicembre 2017

Nel Mediterraneo arriva la Cina. Ma non ditelo ai politici italiani

Mosca torna ad affacciarsi in Egitto mentre Pechino si aggiunge ai sostenitori di Assad in Siria. Altro che "fine della storia" come sosteneva chi non aveva capito nulla. Il mondo si muove ma l'Italia non se ne accorge. Troppo impegnata ad analizzare il pericolo della crescita fascista. L'importante è non raccontare cosa sta succedendo realmente. E allora si ironizza sulle misure varate da Putin a favore della natalità e della famiglia in Russia, con i giornalisti di servizio italiani che spiegano come sarebbe meglio favorire un aumento dell'immigrazione invece di frenarla come sta facendo il governo di Mosca. Putin, pare incredibile, se ne frega del parere dei media italiani e va avanti sulla sua strada che lo sta portando a rafforzare la presenza russa nel Mediterraneo. E si ritrova persino alleato di Pechino che, in teoria, interviene in Siria per combattere contro la minoranza islamica in arrivo proprio dalla Cina e che si è schierata con l'Isis. Ma una volta che Pechino ha percorso una strada, difficilmente la abbandona per tornare indietro. Quanto all'Egitto, si sta ricreando quel forte legame che aveva unito Il Cairo con l'Urss. L'Italia? Non pervenuta. Un giro turistico di Gentiloni e nulla più. D'altronde abbiamo un ministro degli esteri come Alfano che è troppo impegnato a cercare una collocazione futura per potersi anche occupare delle questioni internazionali. Che, tra l'altro, paiono interessare quasi a nessuno. Marco Valle, noto giornalista della Destra, sottolinea come al congresso dei Fratelli d'Italia che si svolgerà domani e domenica siano praticamente assenti gli aspetti legati alla politica estera al di là delle consuete ed inutili banalità. Non è un problema di schieramenti ma di incompetenza politica generale. Da un lato il Pd e la sua sinistra, ma anche i catcom, che non capiscono un accidente di quel che accade nel mondo ma sono interessati esclusivamente agli allogeni, da qualsiasi parte provengano. E organizzano le cooperative ed i comitati di accoglienza con i soldi pubblici. Dall'altra si è fermi agli slogan anti invasione ma non si va ad analizzare ciò che succede all'estero e che ha inevitabili ripercussioni sull'Italia. In mezzo i grillini che virano a seconda dei sondaggi e che non sanno mai quale sarà la loro posizione il giorno dopo. Non che l'Europa sia messa molto meglio. Non a caso ha affidato la politica estera a Mogherini.

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