lunedì 29 febbraio 2016
46: il numero della cogestione, non solo di Valentino
Per una larga parte dei maschi italiani, e anche per molte femmine, il 46 e' semplicemente "il numero di Valentino". Ossia di Rossi, il campione di motociclismo. Ma 46 e' anche il numero dell'articolo della costituzione italiana che prevede la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese. Articolo, ovviamente, mai applicato in Italia. Perché la costituzione viene sbandierata quando va comodo ed ignorata quando comodo non fa. E l'articolo 46 comodo non fa. A nessuno. Innanzi tutto perché la cogestione, come la socializzazione, era già prevista dalla Carta del lavoro del fascismo e, prima ancora, dalla Carta del Carnaro. Come ricorda benissimo Gianluca Passera nel suo libro "La nobile impresa", edito dal Cerchio. Ma i costituenti, nonostante il loro antifascismo, non potevano ignorare le conquiste sociali del precedente governo. Non potevano cancellare pensioni e ferie pagate. Ma la cogestione, inserita per forza di cose nella costituzione, bastava evitare di applicarla. Per far contenti tutti. Non solo i politici di governo democratico al servizio del grande capitale ma anche le sinistre e pure la destra. Che rispolverava corporativismo e socializzazione negli slogan urlati nei cortei prima delle elezioni per poi dimenticarsi tutto durante la legislatura. Una destra che ignorava i canti del lavoro preferendo le discoteche. Indubbiamente cogestore un'impresa non è facile. Ed è ancor più difficile in una fase caratterizzata dalla globalizzazione. Bisogna studiare, prepararsi, conoscere l'economia, la produzione, il marketing, la politica internazionale. Servono centri studi, rapporti con istituzioni ed università. Eppure, tutto questo, i sindacati tedeschi riescono a farlo. Quelli italiani no. Meglio utilizzare in altro modo i soldi delle tessere, i soldi dei CAF. Meglio occuparsi dei distacchi dei delegati e dei turni di ferie degli iscritti piuttosto di andare ad esaminare la prospettive dell'azienda e del settore. Per poi arrivare a dichiarazioni di servilismo imbarazzante, da parte di alcuni, dopo ogni incontro con il padrone di turno. Il giovane studioso Passera (nessuna parentela, ovviamente) ha avuto il merito di rilanciare il problema. E il circolo Pasetto di Padova il coraggio di presentare il libro e di affrontare il tema indicando anche le prospettive. Perché i disastri provocati dall'attuale sistema economico e di gestione delle aziende sono sotto gli occhi di tutti. Anche le soluzioni sono a portata di tutti, ma è meglio non parlarne.
giovedì 25 febbraio 2016
Sui migranti l'Ungheria non è sola, Italia e Grecia si'
Non è necessario essere intelligenti per assurgere ai vertici dell'Ue. E non serve neppure il senso del ridicolo. Così il brillante Juncker può tranquillamente tuonare contro le decisioni unilaterali dell'Ungheria che metterebbero a rischio la coesione europea sul problema degli invasori. Già, l'Ungheria. L'unica a prendere provvedimenti per evitare di essere invasa dagli ospiti invitati da Merkel e Boldrine, da Tsipras e dal bugiardissimo. Beh, forse non proprio l'unica. Il Belgio annuncia nuovi controlli al confine francese, la Francia ai confini italiani, l'Austria a tutti i confini. E per bloccare l'invasione l'Austria ha riunito 10 Paesi, non tutti dell'Ue, mettendo intorno allo stesso tavolo anche Serbia e Kosovo, oltre all'Albania. Un messaggio esplicito a Tsipras, neppure invitato: se la Grecia si rifiuta di respingere chi non ha diritto all'asilo e' libera di farlo, ma non speri di scaricare sugli altri Paesi le sue scelte non condivise. Ecco, se Juncker volesse individuare un Paese che crea problemi con le sue scelte unilaterali, dovrebbe guardare alla Grecia, non all'Ungheria. Ma potrebbe guardare anche all'Italia che continua, ostinatamente, ad evitare di rimpatriare i clandestini che non hanno diritto di restare. Sperando che i clandestini si facciano contare, in modo da garantire il reddito alle cooperative, e poi svaniscano verso altri Paesi. Così le cooperative finto solidali continuano ad incassare senza neppur dover spendere. Peccato che, con le frontiere chiuse, i clandestini restino in Italia dove sanno di poter contare sull'appoggio di politici buonisti e di magistrati imbarazzanti. Quelli che scarcerano al volo criminali recidivi, purché stranieri, ed arrestano un ottantenne italiano reo di aver offeso i vigili urbani. Una giustizia che tutela solo gli stranieri e che infierisce sugli indigeni. Colpevoli, sicuramente, di aver votato per chi ha predisposto leggi a tutela dei veri criminali e di chi li protegge.
mercoledì 24 febbraio 2016
Gli Usa spiano e Mediaset li difende
Bisogna arrivare sino a pagina 14 per poter leggere il modesto articolo che La Stampa americanizzata dedica alle telefonate degli italiani spiate dagli USA. E che sarà mai? Spiavano il presidente del Consiglio di un Paese teoricamente indipendente. Spiavano 47 milioni di telefonate in un mese, ed è evidente che nel mucchio non ci sono soltanto politici. E che sarà mai? Vietato indignarsi, per il quotidiano degli Elkann noto a Torino come La Busiarda (la bugiarda). Non a caso il direttore Molinari, super amerikano, in prima pagina pubblica con grande entusiasmo i nuovi passi avanti degli USA nello spionaggio nell'area del Mediterraneo. Ma lo fanno per proteggerci, ovviamente. In attesa che il bugiardissimo di servizio riesca ad imporre anche l'ultimazione del Muos. Tanto per controllarci meglio. Ma La Busiarda non è sola in questa operazione di dis informazione per convincerci che è giusto che ci ascoltino, che ci intercettino, che ci guidino. Basti pensare a Formiche, il quotidiano online che difende questi giochini innocenti, questa normalità nelle relazioni tra Paesi alleati. Formiche, si', il quotidiano dove imperversa Cazzola, quello alla Fantozzi: "gli italiani vadino su internet". Forse si trova meglio con lo slang americano piuttosto che con quella
lingua morta che è l'italiano. Però bisogna capirli. Se si prosegue con l'indignazione per questo simpatico spionaggio, si rischia di far emergere complotti che tutti ormai conoscono ma che devono essere taciuti e dimenticati. Per evitare che possano venire coinvolti personaggi come la Cara Salma, santificato dai media nonostante comportamenti indecenti, prima e dopo. Vietato toccare, vietato parlare, vietato sussurrare. Lo spiegava benissimo, questa mattina, un Tg dello spiato Berlu: se gli amerikani ci spiano, avranno le loro buone ragioni. E se lo dicono le tv di Berlu, vuol dire che è tutto a posto. Amici come prima. Beh, non proprio: servi come prima
lingua morta che è l'italiano. Però bisogna capirli. Se si prosegue con l'indignazione per questo simpatico spionaggio, si rischia di far emergere complotti che tutti ormai conoscono ma che devono essere taciuti e dimenticati. Per evitare che possano venire coinvolti personaggi come la Cara Salma, santificato dai media nonostante comportamenti indecenti, prima e dopo. Vietato toccare, vietato parlare, vietato sussurrare. Lo spiegava benissimo, questa mattina, un Tg dello spiato Berlu: se gli amerikani ci spiano, avranno le loro buone ragioni. E se lo dicono le tv di Berlu, vuol dire che è tutto a posto. Amici come prima. Beh, non proprio: servi come prima
lunedì 22 febbraio 2016
Assassini figli dei programmi tv
Un ragazzo poco più che ventenne truffa la propria ex insegnante, le ruba 170mila euro e poi, quando la poverina prova a farseli restituire, la ammazza. E si giustifica spiegando che, a lui, la vita di paese andava stretta e aveva bisogno di soldi per ampliare i suoi orizzonti tra una vacanza in Costa Azzurra ed una puntata al Casino. Una storiaccia, con i giornalisti tv che si affrettano a spiegare che un simile comportamento non può essere dovuto ai falsi miti creati proprio dalle trasmissioni televisive. Exusatio non petita, direbbero quelli che hanno sprecato tempo sui libri invece di procurarsi soldi in modo più rapido ed in misura superiore. Eppure, al di la' della criminale e tragica conclusione della vicenda, le similitudini tra il ragazzo (bisex ed impegnato in politica dalla parte "giusta", dunque i media non ne parlano) che ha ucciso l'insegnante e quelli che litigano in deliranti programmi televisivi non sono poche. Tutti in cerca di visibilità, di notorietà purché senza fatica, senza studio, senza impegno. Non è la voglia di emergere grazie alle proprie capacità, professionalità, intelligenza, preparazione. No, solo la voglia di apparire e, grazie alla notorietà conquistata facendo i deficienti, arricchirsi alla faccia di chi perde tempo sui libri, in officina, in un ufficio o in una bottega. Appaio dunque sono. E se appaio guadagno, mi arricchisco. Non importa se, per farmi notare, devo diventare maleducato, sguaiato, ridicolo. Se devo calpestare la dignità ed i sentimenti altrui. I miei minuti di notorietà valgono più di tutti e tutto. E se per allargare gli orizzonti devo calpestare non solo la dignità ma anche la vita degli altri, va bene lo stesso. Con la benedizione di mamma che finge di non vedere e di non sapere, che giustifica ogni porcata del proprio bambino cresciutello. D'altronde questo e' il mondo dei diritti, di qualsiasi diritto a prescindere. Diritto a comprarsi un bambino al supermercato, diritto ad ogni vizio e ad ogni cosa che salti in testa. Si cancellano i confini tra le patrie come si cancellano i confini tra il bene ed il male. Tutto uguale, la vita e la morte, purché altrui.
venerdì 19 febbraio 2016
Abbiamo una banca? Si', in Toscana
Le previsioni di crescita del Pil italiano peggiorano di giorno in giorno, la ripresa si è rivelata l'ennesima menzogna di un governo bugiardo, gli italiani pagano sempre di più per servizi sempre più ridotti e di pessima qualità. Ma, in tutto questo disastro, qual è la priorità del governo? Intervenire sul sistema delle banche cooperative in modo che, in Toscana, possa nascere un nuovo polo bancario controllato dalle solite famiglie e dai soliti grembiulini. Il progetto della banda Renzi-Boschi-Lotti (padri e figli) e' stato basato, guarda la combinazione, sulle dimensioni di alcune banche toscane che potrebbero abbandonare il sistema delle Bcc per dar vita ad una banca unica Toscana. Dove confluirebbero, riguarda la combinazione, istituti come Montepaschi e Banca Etruria. Il tutto pagando una tassa estremamente modesta. Ovviamente l'attenzione dei media di servizio e' concentrata su Cirinna' e gay, mica ci si può occupare di quisquilie come una colossale porcata nel sistema bancario, a favore dei figli degli amici degli amici, come direbbe Guzzanti. E non si tratta solo di un problema dei piccoli risparmiatori. Perché una banca unica in una grande regione come la Tosana, significa controllare colossali flussi di denaro da gestire a favore delle imprese degli amici, di quegli amici liberi di fare affari e di elargire finanziamenti alle campagne elettorali. La politica si fa anche così. Come con le nomine in Rai degli amici degli amici e delle nuore degli amici. Ma, onestamente, il bugiardissimo e ignorantissimo fa bene ad agire così. Perché non dovrebbe approfittare dell'assenza di una opposizione? Quella opposizione che, quando era al governo, non ha saputo gestire politicamente l'informazione, la magistratura, le banche, la scuola, l'università, l'economia. Quella opposizione che, per non disturbare i manovratori, alle prossime elezioni amministrative presenta candidati già trombati, vecchi arnesi ripescati in soffitta, amici degli zingari, incompetenti vari. L'importante è perdere. E allora hanno ragione i figli degli amici degli amici. Costretti a spartirsi tutto ciò che è rimasto sul tavolo italiano perché gli avversari preferiscono restare sotto al tavolo a spartirsi le briciole ed i rifiuti.
giovedì 18 febbraio 2016
Il bugiardissimo diventa ignorantissimo con Borges
Scrive Dagospia che il bugiardissimo, nel suo viaggio in Argentina, si sarebbe trasformato in ignorantissimo, recitando in pessimo spagnolo una poesia di Borges che di Borges non era. E che sarà mai? Su internet qualcuno l'aveva attribuita a Borges ed il mio staff di 200 persone mica ha tempo di verificare su quella cosa antica e rottamato che si chiama libro. Va beh, mi hanno accusato anche per le statue nascoste quando è arrivato in visita il presidente iraniano. Colpa dello staff, come facevo a sapere che l'Iran deriva dalla Persia e che ci sono tutt'ora statue di nudi? Bisognerebbe studiare, ma quella è un'attività del passato. Io sono un uomo del "fare". E che sarà mai se un picchetto d'onore confonde Iran ed Irak? Sempre stranieri sono. E poi vogliamo ricordare la Gelmini convinta che ci fosse un tunnel dalla Svizzera al Gran Sasso? Noi che governiamo non abbiam tempo per le sciocchezze. Fatti non foste a viver come bruti, come cantava Battiato. Ah, non era Battiato? Lo staff mi suggerisce un tenore del passato, tale Alessandro Manzoni. Dante? La solita opposizione che cerca di fregarmi. Lo sanno tutti che Dante era un calciatore del Brasile. Sul calcio sono preparato. Uno dello staff sostiene che si chiamasse Dante anche un cantante fiorentino del Risorgimento. O Rinascimento? O Medioevo ? Boh, son di Rignano, mica di Firenze. E poi tante storie per un cantante cieco come Borges. Già la Boschi mi aveva accennato ad un altro artista cieco che era andato a Sanremo, tale Omero. No, mi dicono che si chiamasse a occelli e avesse cantato l'Eneide, o qualcosa del genere. Ma che ne sa la Boschi? Lei è preparata sulla banca etrusca, mica su Sanremo che, come dice Toti, sta in Piemonte ma bisogna portarla in Liguria. E quante storie perché parlo male lo spagnolo. Una lingua morta, era giusto per far scena. Ah, non è ancora morta, come lingua? Allora bisognerà rottamarla, così non ci si pensa più. E la prossima volta parlerò solo di cantanti italiani. Come quel Verdini, con il suo Vola pensiero. No, mi dicono che Verdini e' un altro. Quello si chiamava Rossini, forse. O Verdi? Manca Bianchi e facciamo il tricolore, come in Messico. Lo staff mi dice che anche l'Italia ha il tricolore. Devo licenziarli, quelli dello staff, confondono la bandiera italiana con quella francese. E poi ora sono sotto attacco da parte della Germania. Quell'Accademia della crucca che vuol spiegare a me come si parla l'italiano. Chiaro che la crucca e' la Merkel. No, mi dicono che è crusca e non crucca. Allora sarà un attacco di quel fascista di Lucio Battisti: "che nei sai tu di un campo di grano?" . Lo staff sostiene che Battisti e' morto da tempo, ma io sono preparato sul grano e sulla farina, perché quella del diavolo va tutta in crusca. E tutto questo Borges non lo sa..
mercoledì 17 febbraio 2016
Tagli alla reversibilità e nuovo impoverimento
Di fronte all'idea del governo di tagliare le pensioni di reversibilità si resta allbiti per l'assoluta inadeguatezza di chi si è inventato il disegno di legge. Un'idea talmente stupida da far nascere il dubbio che, all'interno del Pd, qualcuno voglia danneggiare il bugiardissimo con provvedimenti demenziali. Poi, però, si leggono le dichiarazioni di alcuni parlamentari del partito del bugiardissimo e si pensa che non sia un complotto, ma solo deficienza. O ignoranza abissale. Perché, se non fossero così ignoranti e distanti dalla vita reale, saprebbero che sono sempre più numerose le famiglie italiane che sopravvivono grazie alla pensione di reversibilità della nonna. Il vero Stato sociale e' rappresentato dal soccorso famigliare. E' vero che le pensioni attuali non verrebbero toccate (ma fidarsi delle promesse di questa gente e' sempre più difficile), ma le nonne dovranno continuare ad aiutare i nipoti anche in futuro. Perché la disoccupazione giovanile resterà altissima ancora a lungo e la povertà generale sta aumentando. E poi il disegno di legge prevede di utilizzare l'Isee per massacrare le famiglie. Al di la' della bastardaggine, emerge di nuovo la totale ignoranza. Perché l'Isee, oltre alla retribuzione, valuta i conti correnti, la proprietà di una casa, eventuali titoli. Che, ovviamente, dipendono dal risparmio di ciascuno sulla base della propria retribuzione. Dunque chi sperpera tutto, anche giocandosi lo stipendio alle slot, non ha un risparmio da dichiarare e rischia di meno sul fronte dei tagli pensionistici. Chi, al contrario, pensa al futuro della propria famiglia e dei figli diventa un pollo da spennare. Quali le conseguenze? Innanzi tutto la fuga dei risparmi dai depositi bancari. Meglio tenere i soldi nel materasso, con il rischio dei ladri, piuttosto della certezza di venir derubati dallo Stato. Già i conti correnti non rendono nulla, se diventano anche un ostacolo per la pensione meglio cancellarli. Tra l'altro la liquidità tenuta in casa agevolerà le spese in nero. Da evitare, sempre per l'Isee, investimenti in case e terreni. Così si penalizzeranno ulteriormente settori in difficoltà. Così come, con il taglio della reversibilità, si penalizzerà il settore turistico che, in bassa stagione, vive proprio sui viaggi degli anziani. E si ridurranno i consumi, già stagnanti da tempo. Davvero idee geniali, quelle del governo.
martedì 16 febbraio 2016
Candidati assurdi per il centrodestra? No, grazie
Non c'è dubbio: spetta ai partiti indicare i candidati per qualsivoglia elezione. Dunque anche i candidati a sindaco in ogni città. Però, in fondo, l'obiettivo di ogni partito dovrebbe essere quello di ottenere voti, di conquistare il consenso dei cittadini. Non soltanto di procurare un posto in consiglio comunale a parenti ed amici del solito gruppetto dirigente. Le candidature annunciate sino ad ora dal centro destra, nelle principali città italiane, paiono invece essere state decise con l'obiettivo di perdere. In qualche caso per perdere bene, magari in un testa a testa nel ballottaggio. Altre volte per perdere subito e male. Personaggi e personaggetti, lontani non soltanto dalle segreterie dei partiti (e potrebbe essere un bene), ma soprattutto lontani dai propri elettori di riferimento. Con la scusa di voler intercettare il voto di una galassia di delusi e disgustati, si delude e si disgusta chi il voto ha continuato a darlo. Perché mai votare per un partito che ha un candidato distante dai propri ideali, dalle proprie convinzioni, dalla propria storia? Perché potrebbe essere un decente amministratore? Forse bisognerebbe imparare a distinguere la politica dalle riunioni di condominio. Si vota per un progetto, per una idea, per una visione della società. Non perché il sindaco sappia scegliere meglio la ditta che riempie le buche delle strade, ma per un sindaco che decida quali sono le priorità della propria città. Un sindaco che sappia rilanciare una cultura in linea con i propri elettori, che stia dalla parte dei propri concittadini e non di chi invade la città. Lorsignori, invece, se ne sono fregati degli elettori. Hanno imposto i candidati, nella convinzione che comunque, i cittadini andranno comunque a votare per i personaggetti indicati. Per garantire la continuità di sistemi di potere sempre identici, ma con vertici nuovi. No, grazie.
mercoledì 10 febbraio 2016
Crollo della Borsa o crollo del sistema?
Come un orologio rotto, anche il bugiardissimo a volte dice la verità. Come nel caso del crollo della Borsa e della attuale crisi economica e finanziaria. Non è l'Italia ad essere sotto tiro. Ha ragione, questa volta. Stiamo assistendo alle conseguenze del fallimento globale di un sistema economico che non può proseguire, all'infinito, rendendo pochi ricchi sempre più ricchi e miliardi di poveri sempre più poveri. Ovviamente spingendo la classe media non verso la ricchezza ma negli abissi della povertà. Non funziona più. E non per una inesistente rivolta degli schiavi. Spartaco manco si sa chi fosse, la storia si studia poco e male. Certo non per caso. Ci si rimbecillisce con Sanremo, creando falsi miti con personaggi insulsi. Non solo in Italia. Il soft power non è solo un'arma della politica internazionale, ma anche per il controllo sociale. Tutti a discutere dell'ultimo film o della nuova canzone, del matrimonio omosessuale o degli errori arbitrali. Intanto lo sfruttamento aumenta. Grazie ai servi che millantano come conquista sociale e culturale l'arrivo di milioni di invasori che offrono le proprie braccia a costi irrisori. Cancellando diritti, retribuzioni, pensioni, possibilità di avere un alloggio e di curarsi. Pochi giorni or sono, in una lettera ad un giornale, un pensionato lamentava di aver lavorato, con impegno e serietà, per tutta la vita per poi ritrovarsi, ora che era a fine corsa, senza la possibilità di godersi il meritato riposo. E si chiedeva perché mai i giovani lavoratori di oggi dovrebbero impegnarsi sapendo che, come premio, avranno la certezza della povertà. C'è più saggezza in quella lettera che in tutti i falsi racconti di Padoan e di Poletti. Ma al potere, quello vero, non interessa la qualità del lavoro. L'impegno, la passione, l'intelligenza. Servono prodotti standard, a basso costo ed a basso prezzo. Per rivolgersi a consumatori sempre più poveri. E allora vanno bene le importazioni di cibo scadente da ogni parte del mondo. Chissenefrega se sparirà l'agricoltura italiana. Siamo in un mondo globale, di povertà globale. I confini non contano nulla. L'Italia non sarà più popolata da italiani e allora il cibo italiano non avrà più alcun senso. Come il cibo francese, come l'abbigliamento british. Come l'Europa intera. D'altronde chi si deve opporre a questo sistema? I partiti che, per guidare Roma, si affidano ad una non brillante conduttrice tv? Non è solo la crisi della politica, e' la sacrosanta fine di un sistema marcio
martedì 9 febbraio 2016
Italiani poco turistici? Magari perché mancano i soldi
I dis informatori di professione fingono di stupirsi perché gli italiani viaggiano poco all'estero. Agli ultimi posti nelle classifiche europee. Eppure, spiegano gli opinionisti politicamente corretti, il turismo internazionale apre la mente, favorisce la comprensione reciproca, offre spunti ed opportunità. E non si capacitano, gli opinionisti, che questi ottusi di italiani non capiscano questi aspetti così elementari. Per le strade d'Italia sciamano turisti stranieri in arrivo da ogni parte del mondo, torpedoni di anziani che vengono a conoscere il nostro Paese, mentre i pigri italiani restano a casa. In realtà lo stupore dei dis informatori e degli opinionisti non sorprende. Perché lorsignori sono così lontani dal mondo reale da rendere impossibile la comprensione di alcuni problemi. A partire da quelli rappresentati dai costi. Già, perché non solo gli italiani sono al fondo delle classifiche del turismo internazionale, ma sono anche al fondo delle classifiche dei salari percepiti. Difficile scegliere due settimane di vacanza alle Maldive quando i soldi bastano a malapena per 10 giorni ospiti dai parenti in qualche campagna italiana. Ed i pensionati tedeschi e francesi che, magari in bassa stagione, scelgono di visitare le Langhe o la Toscana per assaggiare i grandi vini ed i pregiati cibi italiani sono più ricchi dei pensionati italiani che, quando va bene, si possono concedere un vino acquistato nel discount. Tagliare le pensioni italiane e' stata non solo una ingiustizia, ma anche un'assurdità che ha penalizzato l'economia, a partire dal turismo. Ma c'è anche un altro aspetto: nonostante le demenziali politiche turistiche attuate nel nostro Paese, l'Italia e' ancora al quinto posto mondiale per flussi turistici (era al primo posto ancora negli Anni 70). Dunque non dovrebbe stupire più di tanto se gli italiani scelgono di visitare ciò che resta del Bel Paese prima che politici e speculatori lo devastino definitivamente. Senza dimenticare gli effetti della disoccupazione e della precarietà. Gli opinionisti che ignorano la realtà pensano che i disoccupati dovrebbe dedicarsi al turismo per approfittare del tempo libero. Non viene in mente, a lorsignori, che non basta il tempo libero ma che servirebbero anche i soldi. Magari quei 35 euro giornalieri che vengono regalati agli ospiti stranieri.
lunedì 8 febbraio 2016
Pegida contro l'islamizzazione, ma a favore di cosa?
Migliaia di persone portate in piazza da Pegida, non solo in Germania ma in molte città europee, per opporsi all'islamizzazione della cultura e della civiltà dell'Europa. Come non essere d'accordo, in teoria? Ma è la pratica a suscitare perplessità. Di quale cultura stiamo parlando? Quale civiltà stiamo difendendo? Perché, troppo spesso, la cultura che si vuol difendere e' solo quella che gli invasori hanno pienamente abbracciato. La cultura non della libertà ma del permissivismo. La cultura del diritto a fare ciò che si vuole fregandosene di tutto il resto. Vuoi spacciare droga? I magistrati ti garantiscono la libertà di farlo. Vuoi rubare? Perché no? In galera non vai comunque mentre in galera finisce chi prova a difendersi. E se il ladro viene ferito sul "lavoro", il derubato deve pagargli i danni e mantenerlo a vita. E' questa la civiltà che vogliamo difendere contro i barbari che ai ladri tagliano le mani? Scendiamo in piazza per la tutela di ogni oscenità, per la libertà di inquinare in cambio di pochi posti di lavoro e di immensi profitti per gli inquinatori? Scendiamo in piazza per tutelare gli usurai, gli sfruttatori, gli approfittatori purché famigliari dei politici nazionali e locali? Scendiamo in piazza per difendere una magistratura indifendibile, per garantire agli zingari l'impunibilita', per creare spazi dove le leggi non vengono applicate per non infastidire gli invasori? Difendiamo una cultura europea che cancella le basi stesse della propria essenza, che rinnega le proprie origini in nome del politicamente corretto? Cosa ha da spartire con la Grecia antica, con Roma, con la cultura celtica e germanica quella immondizia odierna che spacciano per cultura? E dovremmo scendere in piazza per l'immondizia che ha rinnegato l'Europa? La stragrande maggioranza dei terroristi islamici che sono partiti dall'Europa o che operano in Europa, e' figlia di questa immondizia europea spacciata per cultura e civiltà. Ex galeotti finiti in carcere non per islamismo ma per spaccio di droga (non in Italia, ovviamente, dove il carcere non è utilizzato per queste sciocchezze), per furti, rapine, violenze. Perfettamente integrati in questa sedicente cultura occidentale.
martedì 2 febbraio 2016
Studenti in azienda? Nessuno li vuole, solo il bugiardissimo
Che meraviglia la "Buona scuola" del bugiardissimo. Bisogna far incontrare il mondo dell'impresa e quello della scuola, hanno spiegato uomini e donne del governo. Mentre le associazioni di categoria non perdevano occasione per lamentarsi di ragazzi che non avevano la più pallida idea di cosa fosse il mondo del lavoro. Dunque tutti felici perché da quest'anno, gli studenti del terzo anno di licei, istituti tecnici e professionali, saranno obbligati a lavorare gratis in aziende, musei, ospedali, uffici. C'è solo l'imbarazzo della scelta. No, c'è solo l'imbarazzo. La scelta proprio non c'è. Perché le aziende che tuonavano contro una scuola che non prepara al lavoro sono le stesse che, ora, rifiutano di accogliere gli studenti. "Non siamo attrezzati, non siamo adeguati, non sappiamo cosa far fare ai ragazzi". L'unica possibilità di scelta e' tra le giustificazioni addotte per non farsi carico degli studenti. Ormai i presidi sono arrivati all'accattonaggio dei posti per i ragazzi. Si scomodano conoscenze, amicizie, di tutto. Pur di piazzare da qualche parte gli studenti. E non importa se, poi, non avranno nulla da fare in azienda. Forse le fotocopie, forse sposteranno faldoni, forse collocheranno il foglio A nella cartella A per poi mettere tutto in archivio sotto la lettera A. L'importante è obbedire alle direttive del bugiardissimo e dei suoi ministri. E non importa se l'esperimento si rivelerà un fallimento. Sarebbe stato meglio lasciare i ragazzi a studiare piuttosto di parcheggiarli in questo modo? Certo, ma bisogna buttar fumo negli occhi e dimostrare che la scuola sta cambiando. In peggio, ma è un altro problema
mercoledì 27 gennaio 2016
In Iran le statue di nudi ci sono, ma il bugiardissimo non lo sa
Con le politiche di Franceschini che vuol pagare 400 euro al mese i giovani italiani esperti in archeologia e arte antica, difficilmente la cultura italiana avrà un futuro. E le gabbie poste intorno alle statue nude nei musei capitolini per non infastidire l'ospite italiano sono una dimostrazione di ignoranza, prima ancora di cupio servendi. Innanzi tutto perché la richiesta di coprire le statue non è arrivata dagli iraniani. Per la semplice ragione che nei loro musei sono presenti, senza alcun problema, statue che rappresentano persone nude. Ma, evidentemente, il particolare e' sfuggito al bugiardissimo. Quando era tra gli scout pensava già a come fregare il prossimo, invece di provvedere alla propria crescita culturale. Ora è diventato un buffone a livello planetario. Uno che blatera di cultura e non sa neppure cosa sia. Affiancato da un ministro della Cultura altrettanto ignorante e che pensa di risolvere i problemi sfruttando i giovani laureati. Questo è il nuovo rinascimento italiano nella loro concezione. Eliminare le opere d'arte vere per sostituirle con qualche vaccata contemporanea e politicamente corretta. Fuffas al posto di Michelangelo e Bernini, Jovanotti al posto di Verdi, un imbrattatele amico degli amici invece di Raffaello.
Se poi subentra anche la sottomissione, il cerchio si chiude. Oggi i politicamente corretti protestano per la censura alle statue, ma solo perché l'ospite è iraniano. E a loro gli iraniani non piacciono. Ma continuano, i cialtroni politicamente corretti, a pretendere che i bambini italiani non mangino il prosciutto a scuola per non infastidire i bambini ospiti. E chiedono, i cialtroni, che le famiglie degli ospiti non paghino neppure per la mensa scolastica o per i servizi comunali
martedì 26 gennaio 2016
Tsipras e le invasioni? Non piacciono ai comunisti, quelli veri
"Tsipras? Uno che fa approvare le unioni civili ma dietro al provvedimento nasconde politiche anti sociali. L'immigrazione? Un fenomeno voluto dal grande capitale per avere disponibilità di manodopera a basso costo e che permette di azzerare i diritti dei lavoratori italiani". Come non condividere la sacrosanta analisi di questo politico? Che non è Salvini, non è Meloni e non è neppure Berlu o Brunetta. No, e' Marco Rizzo, candidato a sindaco di Torino per il Partito Comunista. Si', proprio quello con falce e martello e bandiere rosse. Che rispolvera Stalingrado ma che ha il grande merito di gettare nello stagno della politica non un sasso ma un intero macigno. Contro il "sistema Torino" che impedisce lo sviluppo della città ma che si trasforma nell'identico "sistema Milano" o "sistema Napoli". E riducendo le dimensioni delle città, la logica non cambia. Basti pensare alla vergogna del giglio magico che nelle cittadine toscane, ma pure a Firenze, sostiene il bugiardissimo, la Boschi e le rispettive famiglie. Ma il comunista Rizzo non è l'unico a presentare analisi assolutamente condivisibili anche da parte di chi non si trova tradizionalmente schierato con il fronte rosso. Sta per uscire un nuovo libro del giovanissimo studioso piemontese Paolo Borgognone, dal titolo "L'immagine sinistra della globalizzazione. Critica del liberalismo radicale", edito da Zambon. Il volume, che segue quello sull'evoluzione russa, non è ancora in libreria ed è già stato stroncato dal filosofo Azzara', custode di un'ortodossia comunista che di comunista non ha più nulla se non l'intolleranza nei confronti di chi sa analizzare il cambiamento con occhi liberi da pastoie e condizionamenti. Non a caso il libro di Borgognone "Capire la Russia", pubblicato sempre dalla "rossa" Zambon, e' stato stroncato dai collettivi sedicenti antagonisti ed è stato recensito positivamente (con alcune riserve) dal centro studi Nodo di Gordio. Non va neppure dimenticato il filosofo marxista Diego Fusaro, sicuramente più apprezzato dall'estrema destra che non dai suoi teorici vicini di casa del Pd. Fenomeni da non sottovalutare, in un rimescolamento di carte generale.
lunedì 25 gennaio 2016
Da Salah all'Audi gialla: i trionfi delle polizie europee
Che si tratti del terrorista Salah o dei criminali dell'Audi gialla, le polizie di tutta Europa non fanno una grande figura. Tutte efficientissime quando si tratta di affibbiare una multa per divieto di sosta ad un cittadino regolare del proprio Paese. Tutte in difficoltà quando si tratta di fermare criminali veri. E non è consolante che l'Italia sia in buona compagnia, visti i fallimenti francesi o del Belgio. In Italia gli esempi sono ormai troppi per essere ricordati. Solo negli ultimi giorni si sono viste le forze dell'ordine messe in fuga dalla rivolta dei campi di zingari dove si erano rifugiati dei criminali a cui veniva data la caccia. Un clima di lassismo che, ogni tanto, viene meno quando si tratta di prendersela con ragazzini politicamente scorretti. Allora tutti agili e scattanti per garantire la legalità. In caso contrario, appena si profila un viso straniero e, dunque, una possibile difesa d'ufficio da parte della feccia politicamente corretta, tutto si blocca, tutto si inceppa. Non bastano le telecamere che, in Francia, riprendono Salah nei suoi vari travestimenti. Sono mesi che la caccia al terrorista, isolato, non porta al benché minimo risultato. E in Italia 3 delinquenti vengono intercettati due volte dai posti di blocco ma li superano senza problemi perché, ovviamente, le forze dell'ordine sparano in area per intimidirli e loro, guarda caso, non si intimidiscono e se ne vanno. D'altronde se avessero sparato contro l'auto colpendo i banditi, magari stranieri, cosa sarebbe successo? Interviste dei dis informatori di professione alle famiglie delle vittime (i banditi, non i derubati, ovviamente), pianti dei politicamente corretti, indignazione della Boldrine, qualche capo d'accusa contro il criminale (l'agente che ha sparato, mica i ladri). E allora meglio sparare in aria, lasciando che l'auto se ne vada indisturbata. In attesa di una resa dei banditi, sperando che si consegnino spontaneamente in compagnia di un avvocato che ne garantisca l'immediata scarcerazione.
sabato 23 gennaio 2016
Popolo di debitori. Dolci intervista Renzaglia
Un popolo di debitori (Safarà Editore, 2014, pag. 100. Euro 10) è stato recentemente presentato a Imperia. L’autore è MiroRenzaglia e la prefazione, di Ivan Buttignon. Tema attuale escottante, anzi meglio al plurale (temi attuali e scottanti: debito, inflazione, usura, banche, parametri europei, etc. etc.) quelli che l’autore affronta nel libro. Volume perfettamente lapidario nel tracciare un ritratto di chiara e lucida “schiavitù” monetaria manon solo. E l’ombra inquieta del maestro Ezra Pound si aggira tra le rovine della società, a monito di ciò che vaticinava - deriso edincompreso - nei tempi passati. Eppur non tutto è perduto. Perché l’autore vuolsi alla distruzione ma con il fine di ricreare. Un pensiero del pensare limpido, forse. Come da miglior artista. Per inciso ed a chiusura, il volume è agile in tutto il suo essere di forma e contenuto. Non aggiungo altro per non perdere tempo in futili chiacchiere… Però mi pregio (rovistando nei cassetti di EzraPound – L’ABC, Il carteggio Jefferson-Adams - e chi da lui) di lasciare tracce di perfezione. Il resto all’autore.
Renzaglia, libro giusto al momento giusto o ingiusto che dir si voglia?Siamo abituati a subire gli effetti dell’economia ma non siamo educati a capire né le cause che la sottendono né le dinamiche che la muovono. Non è un caso che una materia così come l’economia, decisiva a determinare scelte anche minime della nostra vita quotidiana non venga insegnata obbligatoriamente fin dalle elementari, relegata com’è a studi superiori e specialistici.Quindi, dovrei risponderti di sì: è un libro giusto al momento giusto, vista la crisi economica che ci strangola da qualche anno. Ma non sono né presuntuoso né ottimista e perciò ti rispondo a mia volta con un punto interrogativo: chi può dirlo?Interesse come grimaldello del male
Interesse come male. Punto…
Banche e banchieri. Quando hanno iniziato ad ammalarsi e perché non c’è stata la giusta cura? Le banche godono di ottima salute e se, talora, si ammalano – vedi il caso recente di Banca Etruria – c’è sempre pronto pantalone-stato a risanarle. Può pantalone-stato che dipendetossicologicamente dalle banche permettersi di non soccorrere i suoi spacciatori di credito? Sì, potrebbe: ma prima dovrebbe disintossicarsi dal debito…
Diceva Pound nel 1943: «La guerra è parte dell’antica lotta tra l’usuraio e il resto dell’umanità: tra l’usuraio e il contadino, tra l’usuraio e il produttore, e infine tra l’usuraio e il mercante, tra l’usurocrazia e il sistema mercantilista». Usura-io, giù la maschera?
Diciamo la verità: all’inizio non furono le banche (fulcro e motore del sistema usurocratico) a volere che gli stati scatenassero le guerre… Furono gli stati a ricorrere ai prestiti dei banchieri per combattere le loro guerre poco sante perché, comunque, avevano e hanno sempre e tutte finalità di egemonia economica… Quando i banchieri si accorsero che bè, sì, insomma le guerre erano un buon affare soprattutto per loro, gli stati erano già indebitati e per i banchieri fu gioco facile creare (o sfruttare, come capitò nella II guerra mondiale) le occasioni per indurre i governi a scatenarsi nei macelli bellici…
Capitalismo - come il colesterolo - quale? Capitalismo industriale & Capitalismo finanziario, sempre o quasi a braccetto?
Nel libro credo sia sufficientemente raccontato come il cancro-capitale sia quello finanziario (cioè quello che dai soldi non crea che altri soldi per lo squalo della finanza e solo per lui) ma come, anche, sia ormai quasi impossibile distinguere capitalismo finanziario da capitalismo produttivo
A proposito della figura di Adriano Olivetti, dell’articolo 46della Costituzione Italiana, della Tobin Tax e dell’IRI…
Mi chiedi di fare la sinossi del libro? Non togliere al lettore il piacere della sua lettura in originale…
Chi è “lo squalo”? E il “cannibale”?
La lista è lunga ma non lunghissima… In fondo, si tratta sempre di “qualche centinaio di canaglie fanatici e incoscienti” ai quali un capo di stato del secolo scorso proclamava non voler concedere la libertà di rovinare il suo popolo… Poi, quel capo di stato ha fatto la fine che ha fatto (anche per colpa propria) e il popolo s’è fatto rovinare da chi pretende averlo liberato. Comunque, non mi piacciono le personificazioni: il vero maleficio è il sistemaliberista che consente agli squali-cannibali, cioè agli ingegneri dell’alta finanza, di agire indisturbati…
Ezra Pound & Ezra Pound…. Denaro, economia e cultura… Aveva ragione lui? Inutile quasi domandarselo…
Ormai sono in tanti a trovare ragione e a dare ragione, esplicitamente o implicitamente, a Ezra Pound che, del resto, non aveva fatto altro che annotare cose ultraconosciute dai secoli dei secoli o, almeno: dalla nascita della moneta e, fatalmente, periodicamente dimenticate. In questo caso, posso farti dei nomi di persone ragionevoli che ribadiscono, ampliano e aggiornano il detto poundiano, oltre all’ormai iconizzato Keynes: PaulKrugman, Thomas Piketty, Felix Martin. Aggiungerei anchel’italiano Geminello Alvi se non fosse, da sponde antroposofiche delineate da Rudolf Steiner, drasticamente contrario all’intervento dello stato nell’economia. Cosa che mi troverebbe d’accordo se magicamente sparissero gli speculatori della finanza e della moneta. Ma siccome questo è semplicemente utopico pensarlo, allora è meglio restare con i piedi per terra e rifarci al detto della Rivoluzione Francese che recita “Lo stato siamo noi”. E, in quantosiamo noi, meglio che sia lo stato a dettare regole e norme economiche piuttosto che venire chiamati in causa solo quando c’è da ripianare gli sconquassi che provocano i signorini – come li definisce proprio Geminello Alvi – “dell’aristocrazia finanziaria”.
Mario Draghi, il diavolo dell’acqua santa?
Vedo il diavolo, non vedo l’acqua santa… Non dimentichiamolo mai: l’attuale Governatore della Banca Centrale Europea è stato per undici anni, dentro governi di ogni tipo e colore, il grande liquidatore del patrimonio pubblico italiano. Qualcuno gliene è grato. Soprattutto quelli che hanno comprato a due lire i nostri gioielli di famiglia.
“Casa dolce casa” e il Mutuo?
…e il “Salotto doppiopetto e le rate della seicento”? Scherzo, ma non troppo… Da qualche tempo mi sorprendo a pensare: megliomercenari nel Katanga o clochard nei sobborghi metropolitani che schiavi della propria casa, del mutuo, dell’affitto, delle bollette, l’ama, l’imu, la tasi, la rata condominiale e tutti gli accidenti che gravano sulla “casa dolce casa”… Comunque, per tornare seri,ritengo che uno stato degno di questo nome dovrebbe garantire l’acquisto della prima casa con prestiti a tasso zero, restituibili in un tot numero di anni a rate non superiori a 1/5 del redditoprocapite o, nel caso, familiare…
Le agenzie di rating. Quante volte dicono la verità? Se la dicono… ovvio…
Mai. Le agenzie di rating mentono costituzionalmente. E se, a volte, capita che dicano la verità, è perché torna comoda agli interessi dei propri azionisti.
In chiusura: e la Chiesa?
Ormai è sotto l’occhio di tutti e non vale la pena infierire. In fondo, si tratta anche, e da molti secoli, di un’impresa economico-finanziaria. Perché stupirsi più di tanto che tocchi pure a lei essere contaminata dalla logica del profitto, della speculazione, dell’evasione fiscale, etc... etc…? Bergoglio sta cercando di fare un po’ pulizia. Anche perché e proprio perché ormai il malaffare è di pubblico dominio e sembrerebbe strana una posizione che non fosse di autodenuncia e recupero della credibilità. La mia impressione è che l’intrapresa di pulizia richiederà molti papati dopo il suo, per riuscirci (sempreché ci riescano). Credo che Ratzinger si sia dimesso proprio perché aveva capito di non essere umanamente in forze per l’enormità dell’impresa.
giovedì 21 gennaio 2016
La speculazione all'assalto del fallimento italiano
Quanto era buona l'Europa quando scatenava la speculazione contro l'Italia per far contento il signore del Quirinale ed eliminare Berlu. Quanto è cattiva l'Europa ora che avvia una speculazione contro le banche italiane mettendo a rischio il regime del bugiardissimo. Che l'Italia non sia particolarmente amata dalla finanza internazionale non è certo una novità. Che abbia fatto poco per farsi rispettare e' una realtà che dura da decenni. Il bugiardissimo ha pure ragione, quando sostiene che l'Italia non deve andare a Bruxelles o a Francoforte con il cappello in mano. Ma sbaglia completamente quando sogna di imporsi in Europa con i personaggetti di cui si circonda. Non basta far parte del giglio magico per essere credibili. Anzi, considerando la capacità distruttrice delle famiglie del bugiardissimo e della sua amichetta, essere un loro sodale rappresenta un pessimo segnale per il resto del mondo. E non basta il servilismo mediatico italiano per trasformare le zucche vuote in carrozze di Cenerentola. Ma i disastri provocati dalla banda del bugiardissimo cominciano ad emergere. A livello bancario, ma anche a livello industriale. Nonostante la repressione e la dis informazione, le proteste aumentano, si espandono. Manca una politica industriale, manca una politica turistica, manca una politica sociale. Non si può nascondere tutti i fallimenti dietro paginate e paginate sulle adozioni delle coppie omosessuali o sugli insulti tra allenatori di calcio. Si stanno drogando le assunzioni per ragioni meramente elettorali, ma quando gli incentivi finiranno i dati diventeranno subito meno positivi. E la paura che dilaga per le speculazioni in Borsa si allargherà anche a chi non ha titoli azionari. Non bastano gli atteggiamenti fastidiosi del bugiardissimo per nascondere una realtà che diventa sempre più preoccupante. Le amministrative di fine primavera impongono al premier di proseguire ancora con il bluff, approfittando dell'incapacità delle opposizioni che non riescono ad imporgli di far vedere le carte che ha in mano. Ma i disastri, il bugiardissimo, li provoca agli italiani, non alle opposizioni inette.
mercoledì 20 gennaio 2016
Il sistema Italia nomina gli amici purché inadatti
Marco Pucci, ex manager della ThyssenKrupp condannato in secondo grado per la morte di 7 operai, ha avuto la dignità di rifiutare la nomina alla guida dell'Ilva come direttore generale. Ma il buon senso e' completamente mancato in coloro che l'hanno proposto. D'altronde tutte le nomine di questo regime sono caratterizzate dagli schiaffoni assestati ai sudditi. Si nominano gli amici fidati del bugiardissimo, si tutelano i parenti del premier e dei ministri, si piazzano in tutti i posti di potere gli uomini e le donne che di questo sistema malsano e fallimentare sono parte integrante. Un sistema autoreferenziale, basato sulla cooptazione dei peggiori, purché fedeli. I risultati, nonostante il servilismo dei media, sono tutt'altro che entusiasmanti. I media si eccitano perché il Fondo monetario non ha rivisto al ribasso la crescita del Pil italiano per quest'anno. Un progresso dell'1,3% che colloca l'Italia al fondo delle classifiche europee, ma questo particolare viene dimenticato. E la ripresa e' così forte e reale che, per il prossimo anno, le previsioni non indicano una crescita intorno al 2%, soglia oltre la quale la crescita e' vera, ma una nuova frenata all'1,2%. Di nuovo al fondo della classifica. Perché anche la Francia, che quest'anno condividerà con noi le posizioni di retroguardia, tornerà a crescere di più nel 2017. E tutte le menzogne raccontate dal bugiardissimo e da Padoan? Appunto, menzogne. Perché un Paese non può compiere un balzo in avanti se a guidarlo, in ogni settore, sono degli inetti. Con gli slogan si possono ottenere dei voti in più, ma non si migliora un Paese. Non si rilancia l'economia con salari da fame ma nascondendo la povertà con provvedimenti sulle coppie di fatto. Si fanno solo cortine di fumo per nascondere il boom dei nuovi poveri; poveri italiani, ormai arrivati al 22% della popolazione. Povertà che riguarda ormai anche molti che un lavoro ce l'hanno. D'altronde la nuova formula per il Salone del libro di Torino prevede uno spazio per la letteratura omosessuale mentre non ci sarà più spazio per lo scambio di diritti editoriali. Anche in questo caso una cortina di fumo politicamente corretta per nascondere l'incapacità di fare impresa.
lunedì 18 gennaio 2016
Se l'Italia vuole i clandestini, se li tenga
Ora la sinistra italiana (o quella che si spaccia per sinistra ma è solo una filiale di una loggia) si accorge che l'Unione europea non è la meraviglia che la stessa sinistra ci aveva millantato per anni. La gauche caviar che plaudeva ai sorrisini ebeti di Merkel e Sarkozy nei confronti di Berlu, si indigna per le parole dei vertici europei e dei ministri tedeschi nei confronti del bugiardissimo. Cercando di nascondere che le critiche non arrivano solo da Berlino, ma da Oslo, da Copenaghen, da Vienna, da Budapest, da Varsavia, da Lubiana. Il bugiardissimo si attribuisce meriti che non ha, e viene smascherato, e cerca di scaricare le proprie responsabilità. Un giochino che gli riesce quando, nella vicenda delle banche e dei comportamenti delle famiglie Renzi-Boschi, può contare sul servilismo della dis informazione italiana. Ma un giochino che non gli riesce più nella vicenda dei clandestini spacciati per profughi. L'Europa, tutta l'Europa, si è stufata dei comportamenti del bugiardissimo italiano e del buffone greco. Incapaci, entrambi, di frenare l'afflusso di giovani in ottima forma che non scappano da guerre o carestie ma, semplicemente, preferiscono essere mantenuti in Europa senza la necessità di lavorare. Per anni i furbetti italiani hanno lasciato arrivare tutti, pagando profumatamente le associazioni di carità a spese pubbliche, affinché si occupassero dei nuovi arrivati. Due anni di incassi garantiti per le cooperative bianche e rosse, mentre i clandestini erano liberi di trasferirsi abusivamente nel resto d'Europa. Così i caritatevoli potevano incassare anche senza dover spendere per chi era sparito. Dopo lo scandalo di mafia capitale non è cambiato nulla, come hanno documentato i tanti filmati di Striscia la Notizia sull'andirivieni senza controlli al Cara. Ovvio che gli altri Paesi d'Europa si siano stancati. Loro avevano annunciato la disponibilità ad accogliere profughi veri. E invece Italia e Grecia hanno fatto affluire un esercito di clandestini senza alcun diritto di restare. Liberissima, l'Italia del bugiardissimo, di accogliere chi vuole. Ma non di imporre agli altri le conseguenze delle proprie scelte. Se la Boldrine vuole gli ingressi liberi e senza limite, li paghi lei. Vienna e Copenaghen, Stoccolma e Zagabria, Berlino e Parigi non sono più disposte a farsi carico delle scelte delle coop italiane
venerdì 15 gennaio 2016
C'è la mafia? Colpa dei cittadini
Dopo aver arrestato un folto gruppo di esponenti della ndrangheta a Torino, al termine di 2 anni di inchiesta, i carabinieri si sono lamentati per l'omertà dei torinesi. Avrebbero dovuto reagire e non l'hanno fatto. Allora forse sarebbe il caso di chiarire, per una volta, i ruoli dei sudditi e dei tutori della legge. Se un suddito si azzarda a reagire,ma difendersi, i tutori della legge lo denunciano. Lo si è visto in innumerevoli casi, dal Nord al Sud. Con tanto di condanne per gli aggrediti, costretti a pagare risarcimenti colossali agli aggressori. Dunque il cittadino-suddito non può difendersi. Allora può solo denunciare gli aggressori. Peccato che, ormai, per pestaggi, aggressioni, minacce e armamentario vario nessuno vada più in galera. Dunque il suddito ha l'obbligo di denunciare ma deve sapere che l'aggressore sarà libero, il giorno stesso, di vendicarsi perché i tutori della legge non faranno nulla per impedirlo. Non a caso, proprio uno degli imprenditori vittima della ndrangheta a Torino, ha parlato con i carabinieri e ha dovuto fuggire in Svizzera perché non ha la benché minima tutela in Italia. D'altronde in due anni di indagini, quante vendette possono essere portate a termine nell'indifferenza generale? Ma la colpa, ci spiegano i tutori della legge, e' dei sudditi. Poco disposti a farsi massacrare da chi entra ed esce dalle galere come se fosse al bar. Forse perché non tutti hanno la possibilità di rifarsi una vita in Svizzera. Dove, evidentemente, la possibilità di difendersi non incontra il fastidio dei magistrati. Troppo comodo accusare i sudditi e poi, quando lo Stato deve intervenire, fingere di non vedere perché le risorse sono scarse, perché i magistrati scarcerano, perché le auto non funzionano, perché "abbiamo le mani legate". Ecco, provino a slegarle ai sudditi, queste mani. Provino a garantire il diritto a difendersi. Provino a tutelare le imprese oneste contro la concorrenza di quelle disoneste. Se no, provino almeno a tacere. Sarebbe già un passo avanti. Lezioni da chi non tutela i sudditi (che pagano le tasse per una tutela che non c'è) sono davvero superflue.
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